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FCA: crescono i contagi nello stabilimento di Melfi

La produzione va avanti mentre i sindacati chiedono più controlli

Stabilimento Melfi

Crescono i positivi nello stabilimento FCA di Melfi, uno dei punti di riferimento delle attività produttive del gruppo nel nostro Paese e, più in generale, uno degli stabilimenti industriali più importanti, anche considerando l’enorme indotto, in Italia ed in particolare nel meridione. L’ultimo aggiornamento sulla diffusione del COVID-19 tra i dipendenti del sito conferma la registrazione di 13 nuovi casi che portano a 95 il numero totale di contagi registrati nello stabilimento con la seconda ondata della pandemia.

Gli ultimi provvedimenti governativi per arginare la diffusione del virus confermano l’applicazione di misure molto restrittive ma, nello stesso tempo, è stato evitato il blocco delle attività produttive, a differenza di quanto avvenuto con il primo lockdown. Al momento, la situazione a Melfi è in fase di valutazione. Il recente aumento dei contagi è chiaramente significativo ma le attività del sito continueranno. Ricordiamo che alcuni dipendenti dello stabilimento residenti in zone rosse sono stati temporaneamente posti in cassa integrazione. 

Il parere dei sindacati

Sull’applicazione del protocollo di sicurezza e sulla gestione delle attività legate allo stabilimento di Melfi (in particolare per quanto riguarda i sistemi di trasporto pubblico che permettono ai dipendenti di raggiungere lo stabilimento), da tempo i sindacati hanno alzato l’attenzione. Il sito e le varie aziende dell’indotto coinvolgono migliaia di lavoratori ed i controlli non sarebbero così accurati come richiederebbe la situazione.

Il segretario Gaetano Ricotta della Fiom-Cgil Basilicata, sulla questione, dichiara: “Ravvediamo la necessità di implementare le regole dei protocolli di sicurezza, che sono uno strumento che deve adattarsi ad ogni contingenza. La situazione lucana al momento non è quella della prima parte dell’epidemia” Il sindacato richiede di “Aumentare i controlli e lo screening, provvedere a dispositivi di protezione adeguati alle diverse mansioni degli operai, sanificare maggiormente le superfici.

Sui rapporti con FCA e le altre aziende e sui protocolli di sicurezza, Ricotta sottolinea: “Le aziende ci dicono di non essere un sistema chiuso, nel senso che non possono controllare cosa avviene all’esterno. Rispondiamo loro che in realtà esiste un’attenzione accresciuta nelle persone, che oggi hanno comportamenti migliori rispetto a luglio e che quindi resta importante continuare a mantenere alta la sicurezza negli stabilimenti. Sui protocolli non serve avere atteggiamenti notarili”

La produzione continua a ritmo serrato

Dalla fine dell’estate, lo stabilimento di Melfi continua a lavorare a ritmo sostenuto grazie ad un ottimo riscontro commerciale ottenuto dai tre modelli prodotti (500X, Renegade e Compass) e dalle nuove ibride (le versioni 4xe di Renegade e Compass). L’aumento dei contagi registrato in questi ultimi due mesi nel Paese ed in tutta Europa, per ora, non ha portato rallentamenti.

Le attività produttive nel sito lucano, infatti, continuano ad avanzare su ritmi significativi. Al momento, nonostante l’impatto della seconda ondata della pandemia, non ci sono segni di un imminente rallentamento anche se il probabile calo del mercato auto europeo in questa seconda metà del 2020 potrebbe causare una progressiva riduzione dei volumi produttivi.

Ricordiamo che lo stabilimento di Melfi ha ricevuto quasi tutti gli investimenti previsti dal “Piano Italia” di FCA. All’appello, infatti, mancano solo le motorizzazioni mild hybrid per i tre modelli prodotti nello stabilimento che dovrebbero debuttare tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. In condizioni normali, considerando anche il recente successo delle novità presentate nel 2020, a Melfi si lavorerebbe a ritmo sostenuto con il target della piena occupazione ampiamente alla portata.

Nel contesto di incertezza che stiamo vivendo, invece, è necessario valutare di settimana in settimana diversi fattori. Ad influenzare le attività nel sito, infatti, interverranno sia l’andamento dei contagi tra i dipendenti dello stabilimento (un ulteriore focolaio potrebbe portare al rallentamento delle attività) che un possibile crollo del mercato europeo negli ultimi due mesi dell’anno.

Maggiori dettagli sul futuro del sito arriveranno, di certo, nel corso dei prossimi giorni. Continuate a seguirci per tutti gli aggiornamenti.

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