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Fiat Punto in Polonia e fornitori italiani: cosa non torna

Si susseguono le voci dopo un articolo di Automotive News Europe

fca psa stellantis

Secondo un’indiscrezione di Automotive News Europe di fine agosto, la Fiat Punto rinascerà a Tychy, in Polonia. E le utilitarie (segmento B) FCA verranno fatte su base PSA: la piattaforma verrà fornita dai francesi. Che si uniranno poi in matrimonio con Fiat Chrysler per marzo 2021. Ma che seno ha la Fiat Punto in Polonia? È un modello morto e sepolto da un pezzo, non in produzione, di cui FCA non parla più.

Fiat Punto in Polonia: quella lettera ai dipendenti

Tutto nasce da una lettera FCA ai fornitori, particolare emerso a inizio agosto. Ha chiesto a tutti i suoi fornitori di interrompere immediatamente tutte le attività di ricerca, sviluppo e produzione per le auto di segmento B, che da ora in poi verranno costruite con il modello francese.

Ma da qui a dire che la Punto possa rinascere, ce ne passa. Arriveranno modelli del segmento B, magari con più margini di profitti del segmento A. Però per la Punto non vediamo spazio: è stata una splendida avventura del passato, riproporla in futuro non avrebbe senso.

Fuori dalla fusione FCA-PSA

Alcuni fornitori, inoltre, sono preoccupati di perdere commesse e appalti per una presunta corsia preferenziale assegnata di diritto ai concorrenti d’Oltralpe. Siccome c’è la piattaforma francese, allora esisteranno solo componenti francesi. In realtà, a nostro avviso, FCA e PSA hanno avviato discussioni per potenziali progetti di cooperazione sul segmento B. Ma separatamente da qualsiasi negoziato sulla fusione. FCA sfrutta le basi anche di altri marchi: per esempio Mazda, a prescindere dalla fusione. Prima del matrimonio con  PSA, FCA prosegue a lavorare e a produrre: non può stopparsi solo perché Stellantis non c’è.

Per i fornitori, nella gara d’appalto, ci sarà partita: vince il migliore sotto numerosi profili. Chi garantisce la più alta qualità, a prescindere dal fatto che sia italiano, francese o di altra nazionalità.

In estrema sintesi, ci permettiamo di far notare che fra la notizia di inizio agosto della lettera ai dipendenti (dove non si dice che i fornitori italiani sono esclusi) e la notizia di fine agosto sulla nuova Punto in Polonia, è trascorso quasi un mese. Alle polemiche della prima notizia, che stavano per spegnersi, sono seguite le polemiche per la seconda notizia. Se non arriverà una terza notizia che riprende la seconda, che aveva ripreso la prima, magari l’eco di queste pseudo-indiscrezioni si spegnerà lentamente.

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