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FCA: il commento dei sindacati all’avvio della produzione di mascherine a Pratola Serra

Diverse sigle sindacali approvano il progetto di FCA per la riconversione parziale dello stabilimento irpino

A distanza di pochi giorni dall’annuncio ufficiale, arrivano le prime reazioni da parte dei sindacati in merito all’avvio della produzione di mascherine nello stabilimento FCA di Pratola Serra. Nei giorni scorsi, ricordiamo, l’azienda ha annunciato l’avvio della produzione dei dispositivi di protezione in due stabilimenti italiani, Mirafiori e Pratola Serra. 

Lo stabilimento piemontese vive un periodo di crescita, grazie all’avvio della produzione della Nuova Fiat 500 e ai tanti investimenti annunciati da FCA che renderà Mirafiori il fulcro delle sue attività produttive nel settore delle auto elettriche. La produzione delle mascherine, quindi, rappresenta un’aggiunta importante ma comunque di secondo piano rispetto ai tanti investimenti in corso.

Per Pratola Serra, invece, la situazione è radicalmente diversa. Lo stabilimento in provincia di Avellino è specializzato nella produzione di motorizzazioni a gasolio che, come noto, da tempo sono in forte crisi di vendite. Il crollo del mercato europeo registrati in questi mesi ha ulteriormente peggiorato la situazione.

Per lo stabilimento irpino, il Piano Italia prevede l’avvio della produzione dei motori diesel del Fiat Ducato e l’aggiornamento degli attuali diesel dei modelli FCA che saranno adeguati alle nuove normative sulle emissioni per poi, molto probabilmente, terminare la loro carriera senza una nuova generazione (i modelli FCA potrebbero passare ai motori diesel del gruppo PSA in futuro).

L’avvio della produzione di mascherine per Pratola Serra, che ufficiosamente era già noto da tempo, rappresenta una notizia molto importante per i lavoratori dello stabilimento. Anche i sindacati hanno sottolineato quest’aspetto in un comunicato congiunto diffuso in queste ultime ore.

Il commento dei sindacati all’avvio della produzione di mascherine alla FCA di Pratola Serra

Fim Cisl, Fismic, Ugl e Uilm hanno così commentato l’annuncio di FCA in merito alla produzione di mascherine a Pratola Serra: “la nuova produzione dei dispositivi anti contagio rappresenta una iniezione di speranza ed una boccata di ossigeno per  i lavoratori della FCA di Pratola Serra che vedranno mitigarsi gli effetti delle decurtazioni salariali dovute al ricorso agli ammortizzatori sociali in ragione di un consistente incremento delle ore lavorate”.

I sindacati, in ogni caso, sottolineano che “la nostra attenzione rimane volta a monitorare l’attuazione del piano industriale che fu definito tra le parti presso la sede del Ministero del Lavoro in occasione della proroga della cig in deroga e che prevedeva gli investimenti per la produzione di motori euro 6 D Final per i veicoli civili e commerciali”

Curiosamente, il comunicato congiunto delle sigle sindacali non include la Fiom Cgil che lo scorso mese di maggio aveva lanciato, per prima, la proposta di riconversione parziale dello stabilimento di Pratola Serra con l’obiettivo di avviare la produzione di mascherine e sostenere l’incremento della produzione durante il periodo di crisi.

Per il futuro prossimo di Pratola Serra, quindi, l’avvio della produzione di mascherine è, sicuramente, un’ottima notizia. Sul lungo periodo, in ogni caso, lo stabilimento ha bisogno di investimenti più corposi per poter guardare al futuro con maggiore fiducia. Nel corso dei prossimi mesi, come sottolineato anche dai sindacati, sarà prioritario che FCA acceleri gli investimenti per il completamento del piano industriale per lo stabilimento.

Con l’avvio della produzione dei nuovi motori diesel, i livelli occupazionali dello stabilimento dovrebbero tornare a crescere. Resta da capire, in ogni caso, quale sarà il futuro delle motorizzazioni diesel di FCA, al netto delle unità per i veicoli commerciali che continueranno ad essere prodotte dal gruppo a Pratola Serra anche dopo la fusione con PSA.

Il gruppo Stellantis che nascerà dalla fusione tra FCA e PSA potrebbe passare, progressivamente, alle motorizzazioni diesel di PSA andando a ridurre ulteriormente la produzione di Pratola Serra. Al momento, in ogni caso, per lo stabilimento non c’è in programma una vera e propria riconversione, al netto di quella parziale avviata in questi mesi per la produzione di mascherine.

Maggiori dettagli in merito a quello che sarà il futuro dello stabilimento irpino di FCA arriveranno soltanto nel corso dei prossimi mesi. Nel frattempo, la partenza della produzione di mascherine rappresenta una prima ed importante boccata di ossigeno per i lavoratori. Continuate a seguirci per saperne di più.

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