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Autostrade in Liguria: incubo quasi finito

Il 15 luglio terminano i lavori: lo garantisce il ministero dei Trasporti. Che ha causato il collasso della rete ligure

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Il ministero dei Trasporti fa e disfa. Prima ha imposto i lavori sulla rete ligure gestita da Autostrade per l’Italia; poi adesso dice che i lavori finiranno il 15 luglio. È stato ed è un inferno senza pari: code, automobilisti e camionisti infuriati, uno stress psicofisico terrificante per guidatori e passeggeri di tutte le età, specie anziani, cardiopatici, persone con problemi cronici o transitori. Incolonnamenti per lavori, sotto il Sole, con un caldo africano, e l’asfalto bollente. Cose da film horror. Ma le autostrade in Liguria, incubo quasi finito.

Autostrade in Liguria: parola al ministero

Sentiamo il ministero. Che ha causato il pasticcio e ora tenta di rimediare. Ha nuovamente convocato Autostrade per l’Italia per un costante aggiornamento sull’avanzamento del programma di verifiche e dei lavori: parliamo delle gallerie della Regione Liguria. Alla riunione, coordinata dal capo di Gabinetto del ministero e dal direttore dell’ufficio concessioni del ministero, c’erano tre responsabili. Di

  • di tronco,
  • del programma di verifica delle gallerie,
  • della viabilità di Aspi.

Fine dell’inferno ligure? Fatto salvo circostanze straordinarie

Dai dati acquisiti relativi alle gallerie ricomprese nel percorso critico, i lavori finiranno entro il 15 luglio, fatto salvo circostanze straordinarie. Già: e quali potrebbero essere queste circostanze straordinarie? Mistero. Tutto e nulla. Qualcosa da sistemare, da rattoppare, controlli di sicurezza, verifiche dei ponti e dei viadotti. Le partite aperte sono numerose.

Già dal prossimo fine settimana quindi dovrebbe essere garantita una maggiore fluidità del traffico. Sulle altre gallerie, le verifiche strumentali recentemente introdotte dalla circolare ministeriale consentono un’ulteriore ottimizzazione dei tempi. Comunque, delle 65 gallerie in fase di verifica, per 14 è esclusa l’esigenza di interventi immediati con conseguente impatto sul traffico.

Dal pasticcio al rimedio autostradale in Liguria

È stato così grosso il pasticcio, che la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, in occasione della sua visita del 21 luglio per il riavvio dei cantieri del Nodo di Genova, incontrerà i sindacati e le associazioni di categoria. Quelli che hanno aderito al Comitato “Salviamo Genova e la Liguria”.

Ma forse tutto questo non basterà. Sentiamo l’agguerrito presidente di Regione Liguria Giovanni Toti a seguito dei disagi provocati dai lavori sulla rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia: è stato deciso di avviare formalmente l’azione civile di risarcimento del danno. Prima, occorrerà avere le idee più chiare su:

  • il piano di ispezioni,
  • le modifiche introdotte con la direttiva del 29 maggio,
  • quali esami e articolati di analisi siano stati proposti sui flussi di traffico
  • come siano stati considerati i danni che sarebbero stati provocati dalle verifiche.

Caos autostrade: Liguria all’oscuro

Sulla questione, è intervenuto il professor Lorenzo Cuocolo, ordinario di Diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi di Genova: il primo passo dell’avvio formale del contenzioso è la richiesta di accesso agli atti. Il ministero e Aspi avranno 30 giorni per rispondere. Regione Liguria, che non ha voce in capitolo sulla programmazione, è stata tenuta all’oscuro di quanto sta accadendo, non è stata neppure informata.

L’azione giudiziaria sarà davanti al giudice civile, per due categorie di danno: un danno emergente derivato all’Ente e ad altri Enti territoriali, legato al lucro cessante. E  un danno d’immagine legato agli investimenti fatti per rilanciare il turismo che sono stati vanificati. Vedremo se e in che parte sarà diretta l’azione: ministero (di sicuro) e Aspi.