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Sergio Marchionne soddisfatto dell’incontro con Donald Trump

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne

Sergio Marchionne non può che essere soddisfatto dell’incontro che si è svolto ieri con il neo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il numero uno di Fiat Chrysler Automobiles infatti si è sentito dire dal nuovo inquilino della casa bianca che nei prossimi anni il settore automotive negli Stati Uniti sarà protagonista di una riduzione delle tasse e anche delle regole che spesso frenano il settore per motivi ambientali. Questo ovviamente in cambio di un aumento della produzione di automobili negli Stati Uniti con conseguente crescita dei posti di lavoro. Si tratta di novità che potrebbero dare una grossa mano all’amministratore delegato di FCA per raggiungere quelli che sono i suoi obiettivi prima di lasciare la mano alla fine del 2018.

Le parole di Donald Trump rincuorano Sergio Marchionne

Sergio Marchionne vuole lasciare la guida di Fiat Chrysler Automobiles cercando di avvicinare il più possibile l’azzeramento del debito che grava sul suo gruppo. Per fare questo il CEO vuole approfittare del boom industriale che si potrebbe verificare nei prossimi anni nel settore auto americano. Questo soprattutto se realmente Trump abbasserà le tasse e ridurrà drasticamente le limitazioni ambientali che le precedenti amministrazioni hanno imposto alla produzione di veicoli. Inoltre le parole di Donald Trump che ha affermato che con l’ambientalismo si sta esagerando, fanno sperare che la condanna nei confronti di Fiat Chrysler per lo scandalo emissioni che ha coinvolto negli Stati Uniti più di 100 mila veicoli Dodge e Jeep possa essere più mite.

Qualcuno tra i soliti bene informati afferma che a differenza di quanto avvenuto con Volkswagen, la posizione di FCA sia più leggera. Questo significa che il gruppo diretto da Sergio Marchionne potrebbe cavarsela con una multa di qualche centinaio di milioni di dollari o addirittura come pensa qualcuno, qualche decina di milioni. Tra l’altro ieri il numero uno di FCA non ha perso tempo nel ricordare al nuovo Presidente che Fiat Chrysler dal 2009 ha investito negli Stati Uniti 9,6 miliardi di dollari e creato 25 mila posti di lavoro.

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Sergio Marchionne può sorridere dopo l’incontro con Donald Trump

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Non è un caso che dopo l’incontro di Sergio Marchionne  insieme ai colleghi di Ford e general Motors con Donald Trump, le quotazioni del titolo di Fiat Chrysler sono schizzate in borsa. Inoltre  Goldman Sachs ha alzato il giudizio su Fca a 20,8 dollari, anche questo un segnale che l’ottimismo di Marchionne è condiviso anche dagli analisti del settore, che pensano realmente che dall’elezione di Trump a Presidente possano derivare enormi benefici per i massimi rappresentati del settore automotive americano.

A questo punto qualcuno teme che i grandi vantaggi prospettati da Trump ai vertici di Ford, GM e Fiat Chrysler possano spingere l’amministratore delegato del gruppo Italo americano a poter pensare in futuro di produrre per il mercato americano  direttamente negli Stati Uniti alcune vetture che attualmente vengono prodotte in Italia come ad esempio le auto di Alfa Romeo e Maserati. Se questo avvenisse realmente sarebbe una cosa certamente non positiva per il nostro paese, ma al momento si tratta di mere supposizioni.

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