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Spostamenti in auto e persone con disabilità: 5 cose da sapere

In piena pandemia di Covid-19, le regole che riguardano i disabili: norme specifiche su misura

disabili auto

In che modo trasportare le persone con disabilità in auto? In piena pandemia di coronavirus, le accortezze non sono mai sufficienti. L’Unità di crisi Covid-19 di Anffas Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) ha realizzato una guida. Con informazioni e consigli per le famiglie e i caregivers delle persone con disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo (ASD). Obiettivo: gestire il periodo di emergenza.

1) Spostamenti in auto e persone con disabilità: particolare fragilità

La Protezione Civile riconosce infatti la condizione di particolare fragilità delle persone con disabilità e di chi le assiste. Le mascherine vengono prima distribuite negli ospedali e al personale sanitario. Subito dopo, sono distribuite anche alle altre categorie di persone più a rischio.

Comunque, secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, non è raccomandata l’esecuzione del tampone sulle persone che non presentano sintomi. La valutazione viene effettuata caso per caso dalle Autorità Sanitarie.

2) Spostamenti in auto e persone con disabilità: distanziamento, come tutti

Si può uscire restando nei dintorni di casa, rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività sportive e gli assembramenti).

Se c’è l’esigenza camminare in prossimità della propria abitazione e fare attività motoria, ma non sportiva, questa dev’essere autocertificata. Indicando la ragione di “necessità”. Meglio munirsi di altra documentazione che ne attesti la condizione di disabilità o le specifiche necessità: in questo caso è consentito l’accompagnamento della persona perché rientra nelle motivazioni di necessità o di salute.

3) Spostarsi in auto per assistere un disabile

Chi si deve spostare per assistere una persona con disabilità (o non autosufficiente) a casa sua, può muoversi anche in auto senza incorrere in sanzioni. Lo spostamento è determinato da situazioni di necessità e non è possibile fare diversamente. L’esigenza deve essere comunque autocertificata: “assistenza a persone con disabilità”.

Resta comunque strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili. Nel caso si tratti di spostamenti da Comune a Comune, questi sono autorizzati solo se motivati da assoluta urgenza e se non è possibile avvalersi di soluzioni alternative.

Si può uscire per assistere una persona con disabilità (o non autosufficiente) nelle faccende urgenti: fare la spesa, acquistare beni di prima necessità (medicine, presìdi medici). Lo spostamento deve essere determinato da una situazione di necessità che deve comunque essere autocertificata.

4) Divorziato con figlio disabile: posso andare a trovarlo?

Chi è separato/divorziato può andare a trovare il figlio con disabilità? Anche in auto? Sì, dice il Governo. Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario (anche per condurli presso di sé) sono consentiti. Con modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio (come emesso con sentenza del Tribunale di Milano Decreto 11 marzo 2020 numero 30544/2019). Il genitore deve munirsi di autocertificazione: verrà motivata la ragione dello spostamento, sia quando è con il figlio sia quando rientra presso il suo domicilio.

5) Assentarsi dal lavoro per assistere il convivente con disabilità

Fino al 30 aprile, si può comunicare preventivamente al datore di lavoro la necessità di assentarsi e motivarla con l’esigenza di assistere il convivente con disabilità. L’assenza viene in questo caso considerata causa di forza maggiore e il lavoratore è tutelato dalla possibile minaccia di licenziamento.

Sono estesi i giorni di permesso della legge n.104/1992 a marzo e aprile 2020. I lavoratori che assistono una persona con disabilità grave, non ricoverata a tempo pieno, e quelli a cui è riconosciuta una disabilità grave possono fruire, per i mesi di marzo e aprile 2020, di complessivi 18 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa (3 giorni a marzo + 3 giorni ad aprile, + 12 giorni tra marzo e aprile).

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