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FCA, per il Coronavirus, chiude alcuni stabilimenti in Italia

Alcune nuove operazioni di sanificazione impediscono la piena operatività di alcuni stabilimenti FCA che rimarranno chiusi fino a lunedì

Stabilimento FCA Melfi

In FCA hanno deciso di ampliare le misure in protezione dei propri dipendenti in favore della lotta al Coronavirus. Vengono quindi chiusi, temporaneamente, quattro stabilimenti del Gruppo disposti sul territorio italiano. Si tratta degli stabilimenti di Melfi, Pomigliano, Cassino e la Sevel di Val di Sangro. Tutti hanno rilanciato l’hastag che caratterizza l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: #iorestoacasa.

Le misure sono state prese già a partire da stamattina. Si tratta di misure straordinarie che comprendono attività di pulizia straordinaria, oltre alla conseguente diminuzione della produzione giornaliera nelle strutture di FCA citate in precedenza. Si vogliono quindi rafforzare le misure di sicurezza. Gli impianti chiuderanno tra oggi e domani, al momento fino a venerdì (Pomigliano d’Arco e Cassino). A Melfi e alla Sevel di Val di Sangro chiuderanno da domani a sabato. La normale attività lavorativa riprenderà poi lunedì presso tutti gli stabilimenti. L’intervento si è reso necessario dopo la promulgazione della Zona Protetta su tutto il territorio italiano.

Il comunicato di FCA

FCA, assieme alle sue controllate Maserati, Comau e Teksid opera presso 16 stabilimenti sparsi in tutta Italia. Qui si realizzato vetture o parti di queste. Otto si trovano in Piemonte, due in Emilia Romagna, altri due in Campania e uno in Lazio, Molise, Basilicata e Abrutzzo. Il comunicato diffuso da FCA parla chiaramente della riduzione delle operazioni: “le produzioni giornaliere saranno ridotte in modo da creare il minore addensamento possibile di personale nelle principali aree di lavoro. Ogni stabilimento subirà specifici interventi di igienizzazione, nelle aree di lavoro ma anche in quelle comuni, negli spogliatoi e nei servizi igienici. Questo primo intervento straordinario sarà poi seguito da altre igienizzazioni da realizzarsi successivamente”.

Le operazioni di sanificazione escludono la chiusura dello stabilimento di Mirafiori e quelli destinati ai motori e ai cambi perché le opere di igienizzazione si potranno realizzare senza incidere sulla capacità produttiva del sito. Tali interventi vengono realizzati in accordo col rafforzamento delle misure di sicurezza che FCA aveva già praticato all’indomani dell’aumento dei casi di Coronavirus in Italia.

Garantire sicurezza

Il piano messo in pratica da FCA all’interno dei suoi stabilimenti rafforza le misure di sicurezza. Negli scorsi giorni la produzione era stata comunque mantenuta secondo i livelli regolari. In ogni caso FCA ha fatto sapere anche che è stato agevolato anche lo smart working per le attività che lo permettono. Inoltre sono stati applicati controlli più rigidi anche nelle mense e negli accessi di tutti i siti produttivi. “Le altre strutture amministrative continueranno l’attività regolarmente, rispettando le norme delle disposizioni governative come il mantenimento della distanza di sicurezza e le relative norme di igiene” si legge nel comunicato.

C’è soddisfazione anche in FIOM CGIL, la segretaria generale Francesca Re David ha ammesso che si tratta di un passo importante. Gli fa eco Michele De Palma, segretario nazionale della FIOM: “Il confronto tra i delegati è risultato di fondamentale importanza assieme al lavoro delle organizzazioni sindacali e della direzione aziendale del Gruppo FCA”.