Fiat Chrysler: news dalla Germania provocano crollo in Borsa

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Fiat Chrysler: nuovi investimenti negli Usa per Mopar

L’ultima settimana di maggio non comincia bene per il gruppo italo americano Fiat Chrysler Automobiles. Dopo le notizie trapelate ieri dalla Germania, questa mattina il titolo in Borsa crolla del 6% nel Ftse Mib.  Ieri 23 maggio 2016 il moto giornale tedesco ‘Bild’, ha informato che le autorità tedesche hanno forti sospetti sull’uso di software irregolari da parte di Fiat Chrysler. Questi software, in poche parole, avrebbero alterato l’esito dei test sulle emissioni inquinanti. Sempre secondo ‘Bild’, la Kba,  che sarebbe l’ufficio federale competente sulle automobili a motore, avrebbe informato di ciò con l’invio di un rapporto sulla questione, la Commissione europea e le stesse autorità italiane.

Il duro intervento del Ministro tedesco contro Fiat Chrysler

Segnaliamo che la stampa tedesca ha dato grande risalto al rifiuto dei vertici di Fiat Chrysler di prendere parte ai colloqui relativi alle verifiche sui test dei gas inquinanti con il governo tedesco. A quanto pare, il Ministro dei Trasporti dell’esecutivo tedesco Dobrindt, non ha gradito questo atteggiamento e si è lasciato andare a pesanti minacce nei confronti del gruppo diretto da Sergio Marchionne. Si è parlato addirittura della possibilità i sospendere le vendite dei veicoli del gruppo Fca in Germania. Una cosa che potrebbe provocare un grosso danno al gruppo italo americano, visto e considerato che il mercato tedesco, che è uno di quelli che vive il miglior stato di salute, rappresenta un mercato fondamentale per le vendite di Fca.

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Fiat Chrysler: arrivano minacce dal governo tedesco per lo scandalo emissioni

Per gli analisti di Intermonte si tratta di una questione diversa da quella di Volkswagen

Gli analisti di Intermonte ritengono che questa situazione possa generare un periodo di incertezza per Fiat Chrysler Automobiles, anche se in realtà gli stessi ritengono molto improbabile che la situazione del gruppo di Sergio Marchionne sia analoga a quella vissuta nei mesi scorsi dal gruppo tedesco Volkswagen. Il Ministro dei Trasporti italiano Graziano Delrio, visto il coinvolgimento del governo tedesco, si è sentito in dovere di intervenire nella questione. Delrio ha affermato che saranno le due autorità di omologazione nazionale ad effettuare i controlli e dunque non risulta necessario un intervento diretto di Fiat Chrysler con il governo tedesco.

Ribadiamo che il gruppo italo americano  afferma che i suoi veicoli rispettano completamente i limiti previsti per le emissioni nocive.Vedremo dunque nei prossimi giorni come si evolveranno le cose per Fiat Chrysler su questa questione certamente destabilizzante come stanno dimostrando oggi le Borse. Nel frattempo segnaliamo che nelle ultime grande risalto alla questione viene data di giornali di tutto il mondo.

  • PIERANGELO FAE

    Perchè non iniziamo ad interrompere le vendite del Gruppo Vag in Italia?

  • Gregorio Willy

    Io non capisco, la volkswagen rea confessa di aver manipolato il software eppure continua a vendere in Italia e nel mondo. La macchine Seat audi e volkswagen non potevano circolare in Italia perché non rispettavano la normativa italiana, ora questi tedeschi buffoni sorretti dal nostro governo di buffoni, dicono che le macchine fca non possono essere vendute in Germania se la fca non spiega del perché per qualche minuto il sistema antinquinante non funziona, mentre le loro auto continuano a essere vendute in Italia tranquillamente. Questa è follia pura. Le macchine fca sono in regola o no? Per saperlo bastano 40 minuti di test. È da un anno che si parla di questa faccenda e intanto la volkswagen continua a vendere auto e a girare impunemente nelle nostre città. Siamo schiavi e succubi della Germania.

  • umberto

    adesso anche il governo tedesco trema… la Giulia ha fatto paura pure a loro!…. sono proprio patetici! il crollo in borsa è normale, come le onde del mare…. nulla di strano

  • Frega

    Sto ancora aspettando per la frase “Bosch EDC” in questi articoli invece del giro da VAG a FCA, a BMW e PSA.

  • Paolo Guidi

    Basta non comprare più nulla che porti quel simbolo ma fino a che ci saranno i vari Konz che con tutta la loro saggezza che dispensano a piene mani continueranno a remare contro , come se tutti i problemi si risolvessero in questo modo beh vi dovreste vergognare in.massa , e in massa dovreste per coerenza andarvene in Germania o Francia o dove preferite . Resta evidente che il clamore che ha suscitato la Giulia stia preoccupando e non poco i nostri competitor d’oltralpe ….. evviva l’Alfa evviva Marchionne evviva l’Italia

  • Gianni Polimeni

    I crucchi, come al solito, giocano sporco. Il problema negli USA è stato causato da una concessionaria che ha denunciato FCA per ritorsione vista la sua esclusione come concessionari. Furbata fantastica quella di gestire direttamente la questione con FCA. Perché non la gestiscono fra governi? Il sospetto è che in qualunque caso, i crucchi riuscirebbero a far passare per inquinante qualsiasi autoveicolo. Certo che la Giulia gli rode. E pure parecchio!!!