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FCA presenta un ricorso nei confronti dell’UE

FCA ha confermato di voler presentare un ricorso nei confronti dell’UE, in riferimento ad un pagamento da 30 milioni di euro

Stabilimento Melfi

FCA ha presentato un ricorso nei confronti di una decisione proveniente dall’Unione Europea che imponeva al Gruppo italo-americano di pagare 30 milioni di euro, in riferimento ad un totale di tasse arretrate nei confronti del Lussemburgo. Ora però FCA ritiene che non ci sia nulla da pagare, quindi la Corte di Giustizia Europea dovrà valutare la nuova situazione.

Il caso

A settembre infatti la stessa Corte di Giustizia Europea aveva accolto le istanze fornite dall’UE proprio nei confronti di FCA. La vicenda contestata dall’UE si riferisce agli aiuti di stato che FCA avrebbe ricevuto dal Lussemburgo, per un totale di tasse arretrate da pagare che ammonta proprio a 30 milioni di euro. Ovviamente nei confronti dello stesso Lussemburgo. La somma inoltre avrebbe comunque subito un ribasso in base ad un accordo stipulato da FCA e Granducato del Lussemburgo.

La stessa Commissione Europea, a suo tempo, aveva stabilito che gli accordi fiscali tra FCA e Lussemburgo instaurati in passato non erano legali. Elemento che ha portato quindi alla “nascita” del debito col sistema fiscale lussemburghese, su una situazione risalente al 2012. In quel periodo infatti il Lussemburgo aveva messo in pratica un provvedimento che avrebbe concesso un trattamento fiscale vantaggioso nei confronti di Fiat Chrysler Finance Europe.

Già nel 2015 un’indagine firmata dall’Antitrust aveva sollevato qualche dubbio sulla questione.

La nota di FCA

FCA ha risposto quindi con una nota distribuita da Reuters, confermando quindi di voler procedere ad un ricorso. “Confermiamo che FCFE (Fiat Chrysler Finance Europe SA) ha presentato un ricorso nei confronti della Corte di Giustizia Europea, contro la sentenza del Tribunale datata 24 settembre 2019”.

C’è da dire anche che già in passato FCA aveva presentato un ricorso, senza però ottenere ragione alcuna da parte del Tribunale dell’Unione Europea. Vedremo come andrà a finire stavolta.

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