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Fiat Chrysler, l’appello: “Non promuovete più questo mattanza”

L’attrice Lily Tomlin esorta Fiat Chrysler a interrompere ogni collaborazione con Iditarod

Iditarod Fiat Chrysler

La star di Grace and Frankie, e nativa di Detroit, Lily Tomlin, ha spedito una lettera per conto di PETA (organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali) al CEO di Fiat Chrysler, Mike Manley, esortandolo a spingere il franchise di Anchorage, in Alaska, affinché interrompa l’accordo di sponsorizzazione con Iditarod, percorso estremo noto per l’omonima corsa canina.

Fiat Chrysler: gioco al massacro

L’Iditarod ha fatto morire più di 150 cani nella sua sordida storia, un bilancio che non include quelli che sono morti durante l’allenamento o mentre sono incatenati fuori durante la bassa stagione”, scrive Tomlin. “Ho letto che lei è un dirigente moralmente integro, quindi la sollecito rispettosamente a prendere le distanze come Fiat Chrysler da questo spettacolo mortale e senza senso in Alaska”.

Un recente esposto PETA ha evidenziato che durante la Iditarod Trail Sled Dog Race ai cani è stata negata l’assistenza veterinaria per gravi lesioni, tenuti costantemente incatenati vicino a ripari di cartone e plastica nel freddo pungente e costretti a correre per centinaia di miglia nonostante il deperimento e la disidratazione.

La Coca-Cola ha tagliato i ponti con Iditarod, aggiungendo il proprio nome a una lunga lista di aziende. A ritirarsi in precedenza anche: Jack Daniel’s; Maxwell House; Costco; Nestlé; Pizza Hut; Rite Aid; Safeway; Wells Fargo.

PETA – il cui slogan recita che “gli animali non sono strumenti da usare per l’intrattenimento” – si oppone allo specismo, che è una visione del mondo da parte dell’uomo-suprematista.

La lettera completa

Segue la lettera di Tomlin al CEO di Fiat Chrysler Automobiles, Michael Manley.

Michael Manley, CEO

Gruppo FCA

Caro signor Manley,

Essendo una grande amante dei cani e una nativa di Detroit, sono stata rattristata nell’apprendere la collaborazione tra Fiat Chrysler e Iditarod. Ho letto che lei è un dirigente moralmente, quindi la sollecito rispettosamente a prendere le distanze come Fiat Chrysler da questo spettacolo mortale e senza senso in Alaska.

 

Più di 230 cani sono stati tratti in salvo dall’edizione di quest’anno a causa di stanchezza, malattia o infortunio. Un cane di nome Oshi è morto di polmonite due giorni dopo aver terminato la faticosa corsa di quasi 1.000 miglia. Probabilmente ha avuto un’infezione polmonare dopo aver inalato il proprio vomito, una delle principali cause di morte della sua specie. L’Iditarod ha fatto morire più di 150 cani nella sua sordida storia, un bilancio che non include quelli che sono morti durante l’allenamento o mentre sono incatenati fuori durante la bassa stagione

Alla fine del 2018 e all’inizio del 2019, un testimone oculare PETA che ha lavorato in due canili di proprietà di ex campioni ha riscontrato diffuse negligenze e sofferenze. Ai cani con ferite gravi è stata negata l’assistenza veterinaria, tenuti incatenati vicino a scatole di cartone e plastica – il loro unico “riparo” dal freddo e dal vento pungente – e costretti a correre nonostante fossero sfiniti e disidratati, percorrendo centinaia di miglia alle temperature più rigide.

 

State Farm, Jack Daniel’s, Wells Fargo e Coca-Cola sono tra le compagnie che hanno preso atto e smesso di sponsorizzare questa corsa mortale. Gentilmente, potrebbe seguire il loro esempio?

 

Cordiali saluti,

Lily Tomlin

 

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