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Distanza di sicurezza: da cosa dipende

I fattori che incidono per evitare tamponamenti

distanza sicurezza

Distanza di sicurezza: da cosa dipende. I fattori che incidono per evitare tamponamenti. E tutto è cambiato con l’invasione di bici e monopattini. Iniziamo dal principio base: durante la marcia, i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza. Quale? Tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono.

Distanza di sicurezza: 7 elementi da considerare

Ci vuole occhio, misura, sensibilità.

La distanza tra due veicoli deve sempre essere commisurata a:

  1. velocità,
  2. prontezza dei riflessi del conducente,
  3. condizioni del traffico,
  4. planoaltimetria della strada,
  5. meteo,
  6. tipo e stato di efficienza del veicolo,
  7. entità del carico.

In breve, la distanza deve essere almeno uguale allo spazio percorso durante il tempo che passa tra la prima percezione di un pericolo e l’inizio della frenata. Meno si è in forma, più ampia la distanza di sicurezza da tenere, perché i tempi di reazione si dilatano. Non è questione di forma psicofisica generale, ma di condizioni momentanee del soggetto.

Distanza di sicurezza speciale: un numero preciso in metri

Al di là dei normali veicoli, quando siano in azione macchine sgombraneve o spartitrici, si deve procedere con la massima cautela: a distanza rispetto a tali macchine non deve essere comunque inferiore a 20 metri. Qui c’è un numero preciso dato dal Codice della Strada.

Sorpasso bici e monopattini: distanza laterale

Se prima del sorpasso di un mezzo normale occorre tenere la solita distanza di sicurezza, per superare bici e monopattini elettrici le cose cambiano. Lungo le strade urbane ciclabili, il conducente di un’auto che effettui il sorpasso di un velocipede (bici e monopattino) è tenuto a usare particolari cautele.

Obiettivo: una maggiore distanza laterale di sicurezza in considerazione della minore stabilità e della probabilità di ondeggiamenti e deviazioni da parte del velocipede. L’automobilista valuta l’esistenza delle condizioni giuste per compiere la manovra in completa sicurezza per entrambi i veicoli. Regola sacrosanta. Ma un po’ inutile: duplica la guida pericolosa, che esiste da tempo.

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