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Parcheggiatori abusivi che minacciano: estorsione

“O paghi o sposti l’auto”: non solo violenza privata, è tentata estorsione. Lo dice la Cassazione

cassazione automobilisti

Una delle più grosse vergogne del Paese sono i parcheggiatori abusivi: si ha paura a non pagare, perché magari al ritorno si trova un bel regalino sull’auto, con la carrozzeria rigata. Non versi l’obolo da uno o due euro, e in cambio avrai da pagare 100 o 200 euro di carrozziere. Ti dicono: “O paghi o sposti l’auto”. Incutono timore, mettono soggezione. Un’aggressione psicologica orribile. Ora la Cassazione, per fortuna, entra a gamba tesa contro i parcheggiatori abusivi, a favore di chi guida: sezione seconda penale, sentenza 16030/2020 depositata il 27 maggio.

Parcheggiatori abusivi: i reati

Quando c’è il reato di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni? Quando, con violenza o minaccia, si pretenda il pagamento di un compenso per l’attività di parcheggiatore abusivo.

Il motivo? Alla richiesta del pagamento di somme si accompagna anche la rappresentazione di un male futuro alle cose o alla persona la pretesa è illegittima, trattandosi di posteggiatore non autorizzato, ma anche portata con gli illeciti mezzi della violenza e della minaccia.

Si aggrava così la posizione di un parcheggiatore abusivo: nel mirino dell’uomo c’era una donna. Che aveva posteggiato la vettura senza pagare all’aeroporto di Catania. Non solo violenza privata, ma tentata estorsione. C’è poi l’ingiusto profitto costituito dal lucrare un compenso non dovuto dalla commercializzazione di quel posto auto.

L’obiettivo del parcheggiatore senza licenza

Il parcheggiatore abusivo, dice la Cassazione, non mirava soltanto a ottenere lo spostamento dell’auto. Era stabilmente dedito all’attività di parcheggiatore abusivo nella zona aeroportuale di Catania: agiva per lucrare da quel preciso posto auto del parcheggio il versamento di somme.

La rappresentazione di eventi anche nefasti all’indirizzo della vittima e della sua auto integra la minaccia del delitto di estorsione: la minaccia serve a ottenere vantaggi economici di cui non si ha diritto.

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