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FCA: i sindacati bocciano l’idea di produrre mascherine a Pratola Serra

Lo stabilimento irpino di FCA produce motori diesel

Lo stabilimento FCA di Pratola Serra, in provincia di Avellino, è uno dei siti produttivi in maggiore difficoltà dell’azienda in Italia. A Pratola Serra, infatti, si producono motori diesel ed il calo delle richieste registrato da questa tecnologia negli ultimi anni (sommato ai pochi investimenti ricevuti da parte di FCA) ha messo in crisi lo stabilimento che, per il futuro, può contare su poche certezze.

Nei giorni scorsi, dalla Fiom Cgil è arrivata una prima proposta di riconversione per parte dello stabilimento di Pratola Serra che, secondo i rappresentanti sindacali, potrebbe diventare un nuovo sito di produzione di mascherine, andando così a soddisfare la crescente richiesta di questi dispositivi di protezione di cui ci sarà enorme bisogno nel corso del prossimo futuro.

La proposta della Fiom non è stata accolta in modo positivo dai rappresentanti sindacati di Fim, Fismic, Uglm. In una nota congiunta, infatti, i sindacati hanno bocciato categoricamente la proposta: “La ripresa di oggi, dopo due mesi di cassa integrazione per covid-19, ha scaldato non solo i motori di Fca di Pratola Serra ma anche il clima ed i rapporti interni delle organizzazioni sindacali. Proporre lo stabilimento di Pratola Serra per la produzione di mascherine è un modo sbaglialo di seguire le mode del momento”

I rappresentanti sindacali hanno confermato che l’obiettivo è quello di avviare gli investimenti del piano industriale per Pratola Serra: “A noi interessa l’applicazione del piano industriale che prevede la produzione dei nuovi motori per auto e i veicoli commerciali per il Ducato di Val di Sangro. Al massimo, questa novità potrà occupare un numero limitato di persone (circa 40) in un’area della fabbrica, mentre il resto degli operai continuerà a produrre motori”

L’idea di avviare la produzione di mascherine difficilmente verrà portata avanti. Per il futuro prossimo di Pratola Serra sarà necessario sperare nel successo dei nuovi investimenti annunciati dall’azienda nei mesi scorsi. Il diesel è già da tempo in calo (come confermano anche i dati di vendita in Europa nel 2019) e l’emergenza sanitaria ed economica in corso potrebbe comportare un’ulteriore flessione delle vendite.  Nel frattempo, lo stabilimento irpino attende di scoprire quali saranno i progetti per sostenere la produzione nel lungo periodo.

Il futuro dello stabilimento di Pratola Serra

Lo stabilimento irpino rientra nel “Piano Italia” di FCA anche se il quantitativo di investimenti sarà limitato. A Pratola Serra, infatti, continuerà la produzione dei motori diesel dell’attuale generazione, che come comunicato nei mesi scorsi, saranno aggiornati per rispettare le più recenti normative in tema di emissioni e verrà avviata la produzione di motori per il Ducato. 

Questi investimenti dovrebbero garantire allo stabilimento di “sopravvivere” ancora per alcuni anni anche se per il futuro non ci sono sostanziali garanzie. FCA non ha piani, al momento, per una nuova generazione di motori diesel che potrebbe arrivare solo dopo la fusione con PSA. La nuova azienda che nascerà dalla fusione dovrebbe continuare a investire nel diesel. Nonostante ciò, non è detto che nuovi motori a gasolio verranno prodotti a Pratola Serra.

L’ipotesi di una riconversione dello stabilimento per la produzione di motori ibridi per i veicoli del futuro dell’azienda non ha avuto un seguito concreto. Sarà necessario attendere ancora diversi mesi prima di capire quali saranno le scelte di FCA per il futuro di Pratola Serra. Dopo la fusione con PSA, lo stabilimento irpino potrebbe ricevere nuovi investimenti che saranno una garanzia per il futuro.

Maggiori dettagli su quelli che saranno gli investimenti in arrivo per lo stabilimento di Pratola Serra arriveranno, di certo, nel corso delle prossime settimane. Di certo, il presente dello stabilimento è ancora legato interamente al diesel, una tecnologia che, per quanto in calo, continua a rappresentare una parte importante del mercato automotive in Europa.