Sergio Marchionne: ecco tutte le sfide che attendono il Ceo di Fiat Chrysler

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Sergio Marchionne

Il numero uno di Fiat Chrysler Automobiles, l’amministratore delegato Sergio Marchionne è uno dei dirigenti italiani più apprezzati al mondo. Si tratta di un personaggio che non lascia indifferenti o lo si ama o lo si odia. Di lui si può dire di tutto, ma certamente non possiamo non affermare con convinzione che il Ceo di Fca sia una persona ambiziosa che per il futuro di Fiat Chrysler Automobiles, prima di lasciare la guida del gruppo nella primavera del 2019, non abbia obiettivi importanti da raggiungere. Al momento indubbiamente il traguardo più importante da raggiungere per il Ceo di Fca è certamente il rilancio di Alfa Romeo.

Il rilancio di Alfa Romeo il primo obiettivo di Sergio Marchionne

Questo come sappiamo ha avuto inizio con l’arrivo sul mercato della nuova berlina Alfa Romeo Giulia, che a quanto pare, sta dando risultati incoraggianti nei mercati in cui e sbarcata e soprattutto in Italia. Successivamente arriveranno da qui al 2020 altre 7 nuove vetture, che cambieranno radicalmente il voto del brand automobilistico del Biscione, che finalmente così dovrebbe tornare ai fasti d’un tempo dopo che l’ultimo decennio è stato assai avaro di successi per il marchio italiano di Fca. L’obiettivo come più volte indicato sarà quello di raggiungere le 400 mila immatricolazioni annue entro l’anno 2018. Si tratta di un traguardo ambizioso ma non impossibile da raggiungere, come più volte ha ripetuto Sergio Marchionne anche di recente.

Il Ceo di FCA pensa anche a come fare tornare Ferrari al successo in Formula 1

Altro obiettivo molto importante che Sergio Marchionne si è posto entro la conclusione del suo mandato è quello di rilanciare in Formula 1, la situazione di Ferrari. La scuderia del Cavallino rampante, da qualche anno a questa parte nonostante gli ottimi risultati che arrivano dal mercato per quanto concerne la vendita delle vetture da stada, non riesce in pista a ripetere i successi che negli scorsi anni hanno contraddistinto la casa di Maranello. Questo per Sergio Marchionne, come lui stesso ha dichiarato di recente rappresenta il suo più grande cruccio. Il Ceo di Fa si lamenta di non essere ancora riuscito a far tornare a vincere la scuderia italiana che attualmente vive un periodo molto brutto subendo lo strapotere di Mercedes e Red Bull. Proprio per questo motivo da qualche settimana Sergio Marchionne ha iniziato una vera e propria rivoluzione, con l’obiettivo di creare una struttura più agile, mettendo gli uomini giusti al posto giusto. Vedremo dunque se questa strategia riuscirà nel giro di poco tempo a dare buoni risultati al team italiano.

Riduzione dell’indebitamento e fusione con altro grande gruppo le altre sfide da vincere

Infine un altro obiettivo che il Ceo di Fca vuole raggiungere prima di passare la mano, è quello di dare al suo gruppo una maggiore stabilità economica. Per fare questo, l’obiettivo è quello di ridurre il debito. Proprio per questo è probabile che all’orizzonte vi sia qualche clamorosa cessione. Si vocifera da qualche giorno che la controllata Magneti Marelli possa passare a Samsung, interessata a fare il suo ingresso nel mondo dei motori per una cifra superiore ai 3 miliardi di euro. Si tratta di una cessione dolorosa, ma che finirebbe per ridurre e non di poco l’indebitamento che grava su Fiat Chrysler contribuendo così ad alleggerire la sua posizione e a rendere più allettante una nuova fusione con un altro importante gruppo automobilistico.

Fiat Chrysler
Fiat Chrysler

Per Sergio Marchionne infatti è fondamentale riuscire a trovare nuove alleanze, in quanto nel futuro dell’automobilismo solo i maxi gruppi riusciranno a sopravvivere ai grandi cambiamenti che sono attesi nel futuro prossimo nel mondo dei motori. Questa rappresenta l’ultima grande sfida di Marchionne che già nei mesi sorsi ha cercato di fare la fusione con General Motors che però ha rispedito le proposte al mittente. Questa forse è l’unica sfida che per Marchionne sarà molto difficile vincere, che però cercherà di mettere il suo gruppo nelle condizioni ideali per permettere al suo successore di continuare la sua opera.

 

 

  • francesco

    FCA ha chiuso
    il secondo trimestre con un EBIT adjusted in progresso del 16% a 1,6
    miliardi di euro e un margine in crescita al 5,8% (+90 punti base);
    l’utile netto adjusted sale del 91% a 0,7 miliardi di euro e l’utile
    netto aumenta del 25% a 0,3 miliardi di euro. Indebitamento netto
    industriale ridotto a 5,5 miliardi di euro. Rivisti al rialzo i target
    per l’anno in corso.

    Consegne globali delle società consolidate pari a 1.175.000
    unità, con il calo dell’1% principalmente attribuibile ad APAC per
    effetto del passaggio alla produzione locale di Jeep in Cina. Le
    consegne globali complessive (incluse le joint venture) sono salite
    dell’1% a 1.233.000 unità, con la riduzione registrata in LATAM più che
    compensata dall’incremento in EMEA;

    • Ricavi netti di 27,9 miliardi di euro, in flessione del 2% (+1% a parità di cambi di conversione);

    • EBIT adjusted in crescita del 16% a 1.628 milioni di euro, più che
    raddoppiato in EMEA e margini in aumento per tutte le Region e per i
    Componenti. EBIT in calo del 14% a 1.060 milioni di euro, principalmente
    per costi di 414 milioni di euro per richiami relativi ai dispositivi
    di gonfiaggio degli airbag forniti da Takata;

    • Debito netto industriale in calo di 1,1 miliardi di euro rispetto a
    marzo 2016 grazie al forte flusso di cassa della gestione operativa;

    • Quota di mercato in crescita al 12,7% (+30 pb) negli Stati Uniti e
    al 6,8% (+40 pb) in Europa; confermata la leadership di mercato in
    Brasile con una quota del 17,8%;

    • Vendite di Jeep a livello globale in rialzo del 16% con incrementi in tutte le Regioni