Pirelli: perché i sensori negli pneumatici sono un affare di Stato

Ippolito V
Pirelli

I rapporti tra Italia e Cina scricchiolano dopo l’ultima decisione del nostro Governo. L’esecutivo capitanato da Giorgia Meloni ha stabilito di proteggere i dati della Pirelli dalla socia China National Tire and Rubber Corporation. Scendendo nello specifico, la classe politica si è interessata ai sensori cyber integrati nelle gomme. Denominata “golden power”, la soluzione adottata dal Belpaese prevede di tutelare l’autonomia aziendale e l’asset strategico. Il provvedimento rientra in quel pacchetto di misure volte a difendere l’autonomia della Pirelli. Che, lo ricordiamo, vede come azionista di maggioranza Sinochem, controllata da Pechino.

Pirelli: il Governo esercita il golden power sui sensori cyber tyre

Pirelli

Tutto ciò avviene mentre il segretario degli USA ha fatto appena visita alla Cina. Pirelli ha di recente comunicato che, per direttiva del Governo italiano, solo Camfin – una società controllata dal numero uno dell’azienda, Marco Tronchetti Provera – ha il potere di presentare dei candidati al ruolo di amministratore delegato. Inoltre – si legge nei documenti ufficiali – i rappresentanti del tricolore hanno decretato che qualsiasi modifica alla struttura di governance deve essere sottoposta a un controllo ufficiale.

Lo scorzo marzo Sinochem ha manifestato al Governo italiano il desiderio di rivedere il patto parasociale attualmente in corso. Le operazioni compiute da Giorgia Meloni e dall’intero Consiglio dei ministri mirano a proteggere quelle compagnie giudicate di rilevanza nazionale. Nel 2015 Pirelli è passata di mano per 7,1 miliardi di euro a un pool di investitori, compresi Camfin e ChemChina. Dopodiché nel 2021, ChemChina è andata incontro a un processo di fusione con Sinochem, soggetta al controllo statale. In aggiunta, Silk Road, un fondo di investimento della Cina, conta su una partecipazione del 9 per cento in Pirelli.

In una nota ufficiale diramata agli organi di informazione, Palazzo Chigi rende noto di aver ritenuto opportuno ricorrere ai principi sanciti dal “Golden Power”. In conformità al principio di proporzionalità, esercita delle prescrizioni dirette a preservare l’asset strategico da sensori cyber integrati negli pneumatici. Ad aver avanzato la proposta è stato il ministero delle Imprese e del Made in Italy, presieduto da Adolfo Urso.

I sensori in questione costituiscono dei dispositivi capaci di rilevare dati preziosi inerenti alla vettura, nonché alle condizioni della superficie stradale e alle infrastrutture. In definitiva, costituiscono uno strumento all’avanguardia concepito per favorire la mobilità, contribuendo a formare un database da cui ottenere dei modelli digitali avanzati mediante intelligenza artificiale. In un comunicato sui propri canali, Pirelli rende noto di prendere atto delle volontà del Governo.

  Argomento: 
Share to...