Il salone Milano AutoClassica compie 13 anni, affermandosi come punto di riferimento per appassionati, collezionisti, musei e club del settore delle auto d’epoca. Una presenza ineludibile al prestigioso evento di Fiera Milano-Rho (17-19 novembre) non poteva che essere Stellantis Heritage, custode dei valori senza tempo dei marchi automobilistici italiani Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia.
Tra i big dell’evento, e ormai punto di riferimento per gli appassionati di auto classiche e sportive, Stellantis Heritage si mette in luce con tre vetture
L’Heritage Hub sarà uno dei temi principali che Stellantis Heritage presenterà nel suo stand a Milano AutoClassica: lo spazio espositivo in Via Plava a Torino, che ospita una collezione di oltre 300 auto d’epoca, tutte che hanno scritto importanti capitoli di storia dell’automobilismo italiano e mondiale. Ma non è tutto. Non mancheranno prototipi unici, show car, una mostra dedicata ai motori d’epoca e molto altro ancora. Per tutti i visitatori di Milano AutoClassica sarà inoltre disponibile una promo speciale con uno sconto del 20% sul biglietto per l’Heritage Hub dal 20 novembre al 5 dicembre 2023.
Il secondo tema sarà Reloaded by Creators, il progetto Heritage che prevede la vendita di un numero limitato di auto d’epoca dei marchi Alfa Romeo, Fiat, Lancia e Abarth: modelli storici, con autenticità certificata, riportati alla loro bellezza originaria direttamente dalla società madre. Nell’ambito di questo progetto, a 25 anni dal suo debutto a Francoforte, Heritage ha realizzato un esclusivo pezzo da collezione Fiat Multipla 6×6, che sarà esposto per la prima volta a Milano AutoClassica. In vendita una One-Off che porta la firma del designer Roberto Giolito, oggi Head of Stellantis Heritage, “padre” del modello del 1998.
E, non ultime, sullo stand anche due Alfa Romeo prodotte dall’Autodelta, che quest’anno festeggia il suo 60 ° anniversario (1963-2023): una Giulia TZ (“Tubolare Zagato”) del 1963, e un’Alfasud Sprint 6C del 1983. prototipo. Diamo uno sguardo più da vicino a questi tre gioielli vintage.
Una prima mondiale. Si tratta in realtà di un’auto usata, è stata recuperata da Stellantis Heritage e restaurata presso le Officine Classiche di Torino, dove il team di Stellantis Heritage si dedica ai servizi di Certificazione di Autenticità e Restauro. Un progetto nato dalla fervida mente di Roberto Giolito, oggi Responsabile di Stellantis Heritage, ma anche “padre” sia del modello presentato al Salone di Francoforte del 1997, sia dei sei personaggi inventati per raccontare in modo piacevole e non convenzionale la storia dell’esperienza a bordo del rivoluzionario modello Fiat, il primo nel suo segmento a offrire spazio per sei passeggeri su due file da tre posti. Afferma il designer: “Questi sei personaggi, questi sei modi di vedere l’auto, rivivono dentro e fuori la prima Multipla da collezione. Il risultato è un gioioso omaggio, in pieno stile Fiat, a un modello che 25 anni dopo continua ad affascinare il mondo e a suggerire nuovi modi di trasportare e accogliere le persone. È così che sei personaggi, curiosi di conoscere sei modi diversi di viverla, hanno dato vita alla Multipla 6×6.”
Questi fumetti sono finiti sulle t-shirt e sui puzzle della linea di accessori della modella, facendosi strada nel cuore delle persone: dall’esploratore al bambino guidatore con il casco, dall’avvenente signora che insiste nel truccarsi al manager stiloso con laptop, dal frate al giovane ribelle degli anni ’70. Ognuno a modo suo, tutti questi personaggi rappresentavano la libertà di esprimere le proprie inclinazioni, in un’auto rivoluzionaria dal design inconfondibile e amichevole, prova tangibile di come le sue soluzioni ingegnose potessero davvero migliorare la qualità della vita a bordo.
La livrea Turchese Bio di questa unità, per richiamare l’aria aperta e il mare, fa da sfondo al motivo di tutti e sei i personaggi insieme sul cofano e sulle fiancate, ognuno dei quali compare sui sedili . La parte superiore blu è in elegante contrasto con la combinazione di colori Grigio Bianco della parte inferiore dell’auto, più specificamente su modanature, ruote e paraurti. L’auto esposta è in vendita, nell’ambito del progetto “Reloaded by Creators”: per maggiori informazioni inviate una mail a questo indirizzo, andate sul sito, oppure parlate con il team Heritage al Motor Show di Milano AutoClassica.
Uno dei modelli di maggior successo della gloriosa storia sportiva dell’Alfa Romeo, il primo in assoluto assegnato all’Autodelta, che quest’anno festeggia il suo 60 ° anniversario. Questa struttura, nata originariamente nel 1963 nei pressi di Udine, fu trasferita nel 1965 a Settimo Milanese per gestire le attività sportive dell’Alfa Romeo, in una sede fisicamente distaccata dallo stabilimento produttivo e con sufficiente discrezione per prendere rapide decisioni tecniche e sportive. Il Presidente Giuseppe Luraghi affida all’ingegner Carlo Chiti l’incarico di gestire il ritorno ufficiale dell’Alfa Romeo alle competizioni internazionali e la Giulia TZ dimostra subito di aver preso la decisione giusta: debutta in pista a Monza, alla “Coppa Fisa” di ottobre. 1963, dove le quattro vetture iscritte conquistarono i primi quattro posti.
La Giulia TZ, con il suo telaio tubolare (da qui il nome “Tubolare Zagato”), il suo motore derivato dalla “Giulia”, un quattro cilindri bialbero in alluminio da 1570 cc, e la carrozzeria disegnata da Zagato, divenne subito un grande nome . Negli anni successivi vinse la “Coupe des Alpes” e il “Tour de Corse”, e arrivò prima della sua categoria alla “24 Ore di Le Mans”, alla “Targa Florio” e al “Tour de France Auto”, come così come in numerose altre competizioni.
La “TZ2” del 1965, considerata una delle auto da corsa più belle mai realizzate, sviluppava i concetti incarnati dalla precedente Giulia TZ: le sue prestazioni furono notevolmente aumentate, così come la resa aerodinamica e la raffinatezza meccanica. L’auto esposta fa parte della collezione Stellantis Heritage ed è esposta al Museo Storico Alfa Romeo di Arese.
Nell’ambito del lavoro di ricerca e sviluppo legato alle competizioni, nel 1982 l’Autodelta realizzò un primo prototipo di un’Alfasud Sprint, equipaggiata con un motore “V6” da 2,5 litri (lo stesso della GTV 6 ) da 158 CV, situato in posizione centrale longitudinale posteriore. La vettura si chiamava “Sprint 6C” e, anche grazie al suo peso di soli 990 kg, “volava” ad una velocità massima di 215 km/h.
La sospensione anteriore rimase invariata, mentre quella posteriore adottò uno schema a ruote indipendenti, le carreggiate furono allargate e lo spazio fu limitato a soli due posti. Cruscotto e quadro strumenti sono stati ripresi dall’Alfasud Sprint, impreziositi da finiture di pregio. Alcuni aspetti estetici della carrozzeria anticipavano la nuova gamma “Sprint” presentata nel 1983: gruppi ottici anteriori e posteriori, griglia, paraurti e specchietti retrovisori. Fu poi realizzato un secondo prototipo Sprint 6C, molto simile al primo, con una piattaforma predisposta per accogliere l’albero di trasmissione della trazione integrale per un possibile utilizzo agonistico nei rally del Gruppo B.


