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Guida autonoma: se ti senti solo, Stellantis pensa all’autista fantasma in ologramma

Stellantis brevetta un autista olografico per i veicoli autonomi: un avatar sul parabrezza che ti guarda e ti parla. Fantascienza?

veicolo a guida autonoma

Un ologramma al volante potrebbe rendere la guida autonoma senza conducente più “presente” e, forse, anche più inquietante. Stellantis ha depositato un brevetto che trasforma il sedile del conducente in uno schermo, e l’esperienza diventa, per così dire, molto meno solitaria.

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veicolo a guida autonoma

Il problema che l’azienda vuole risolvere è spesso sottovalutato. Non è la tecnologia a frenare l’adozione dei veicoli a guida autonoma di livello SAE 4 e superiori, ma la psicologia. Sapere che un sistema informatico controlla tutto è una cosa, un abitacolo senza nessuno al volante è un’altra. Il vuoto visivo pesa, non c’è nulla da fare, bisogna ammetterlo.

La soluzione brevettata da Stellantis parte dalla considerazione che le persone vogliono un autista, anche quando non ce n’è uno. Il sistema monitorerebbe la posizione e lo sguardo di ogni passeggero attraverso sensori interni, quindi proietterebbe sul parabrezza, come un head-up display evoluto, l’immagine di un conducente virtuale. Un avatar capace di guardare negli occhi, muovere la bocca in sincrono con il parlato generato automaticamente, esprimere emozioni apprese tramite machine learning.

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I passeggeri potrebbero scegliere il proprio “autista”. Un avatar personalizzato, per età, preferenze, o semplicemente per familiarità, servirebbe a rendere il viaggio meno asettico e più umano.

Il brevetto però va oltre la semplice scenografia. Immagina uno scenario ibrido in cui un operatore remoto debba intervenire, si pensi a situazioni fuori dal dominio operativo del veicolo, imprevisti sulla strada, anomalie che il sistema non riesce a gestire in autonomia. In quel caso, i proiettori non mostrerebbero più un avatar sintetico, ma il volto reale del conducente da remoto. Una persona in carne e ossa, connessa da qualche parte nel mondo, che ti guarda e ti parla come se fosse seduta accanto a te. L’auto diventerebbe anche il canale di comunicazione tra operatore e passeggeri.

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È un brevetto, non una promessa di produzione. Stellantis, come tutti i grandi costruttori, deposita decine di idee che non vedranno mai la strada. Questa idea, però, suggerisce dove si sta spostando il problema della guida autonoma. Non basta che l’auto sia sicura, è ormai anche percezione: deve sembrare che qualcuno la stia guidando.