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Algeria, Fiat mette radici: la Grande Panda spinge la crescita dello stabilimento

Dall’inaugurazione dello stabilimento sono stati prodotti oltre 80.000 veicoli e sono stati creati più di 5.000 posti di lavoro

Fiat Algeria

Stellantis continua a credere nell’Algeria e, in questo percorso, Fiat sta diventando il volto più visibile del progetto. Il ritorno del marchio italiano nel Paese, ufficializzato nel 2023, rappresenta l’inizio di una strategia industriale più ambiziosa, costruita attorno allo stabilimento di Tafraoui, nei pressi di Orano. Oggi, con la Grande Panda, questa strategia entra in una fase ancora più concreta e punta ad aumentare sensibilmente la produzione.

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Stellantis sta investendo in Algeria per diverse valide ragioni, e Fiat svolge un ruolo di primo piano

Investire in Algeria, per un costruttore automobilistico, non è mai stato scontato. Negli anni il Paese ha attraversato fasi di instabilità politica e anche il quadro normativo legato al mercato dell’auto, tra importazioni, ricambi e regole commerciali, è cambiato spesso e in modo rapido. Proprio per questo la scelta di Stellantis assume un significato particolare: il gruppo ha deciso di tornare quando ha intravisto condizioni più favorevoli, sia dal punto di vista economico sia da quello politico e strategico.

A rendere il contesto più interessante ha contribuito anche il rafforzamento dei rapporti tra Italia e Algeria, diventati ancora più stretti dopo il 2022, quando la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina ha spinto Roma a cercare nuovi equilibri nelle forniture di gas. In parallelo, anche l’azione dell’Agenzia algerina per la promozione degli investimenti ha creato un terreno più favorevole per chi voleva scommettere sul Paese.

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stellantis sede algeria

Per guidare questo ritorno è stata scelta Fiat, un marchio che in Algeria non aveva mai perso del tutto il proprio legame con il mercato locale, soprattutto grazie alla rete post-vendita. Il ritorno ufficiale, il 21 marzo 2023, è partito con una gamma di sei modelli – 500, 500X, Tipo, Doblò, Scudo e Ducato – ma il vero passo decisivo è stato l’avvio del progetto industriale di Tafraoui alla fine dello stesso anno.

All’inizio lo stabilimento ha prodotto la Fiat 500, poi la Doblò in diverse versioni di carrozzeria. Successivamente l’attenzione si è concentrata sulla Grande Panda, destinata a diventare il modello simbolo della nuova fase. È una vettura che per Fiat ha un valore particolare, perché richiama un certo spirito del marchio: praticità, accessibilità e una forte identità popolare. Non a caso viene vista come un modello capace di parlare a un pubblico ampio, anche in un mercato come quello algerino.

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A raccontare la portata di questo sviluppo è stato Raoui Beji, presidente e CEO di Fiat Algeria e Stellantis El Djazaïr, che ha sottolineato: “Dall’inaugurazione dello stabilimento sono stati prodotti oltre 80.000 veicoli e sono stati creati più di 5.000 posti di lavoro diretti e indiretti”.

La crescita, inoltre, sembra solo all’inizio. Dopo un primo anno pieno di attività chiuso con 18.000 unità prodotte nel 2024, Stellantis punta ora a un deciso salto in avanti, con l’obiettivo di arrivare a 90.000 veicoli. In questa prospettiva, la Fiat Grande Panda ha un ruolo centrale. Beji l’ha definita “il primo modello CKD in Algeria”, spiegando che “saldatura, verniciatura e assemblaggio sono in corso in vista di un entusiasmante lancio commerciale”.

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Ma il progetto va oltre i numeri di produzione. L’idea di Stellantis è costruire in Algeria una filiera sempre più integrata, con una quota crescente di componenti e lavorazioni locali. L’obiettivo dichiarato è superare il 30% di integrazione locale entro la fine del 2026, un passaggio che darebbe ancora più forza al concetto di “Made in Algeria”, oggi sempre più presente anche nei principali appuntamenti del settore automotive del Paese.