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Ferrari F40, l’auto amata dai piloti di F1: ecco chi l’ha messa in garage

La Ferrari F40, capolavoro firmato da Pininfarina e Nicola Materazzi, continua a conquistare appassionati e piloti di Formula 1. Lewis Hamilton, Nigel Mansell, Alain Prost, Gerhard Berger, Jean Alesi, Fernando Alonso, Lando Norris, Sebastian Vettel e Michele Alboreto l’hanno posseduta o desiderata. Con il suo V8 biturbo da 478 CV, resta una supercar leggendaria.

Ferrari F40, Lewis Hamilton

La Ferrari F40 è un’auto che scatena felici pulsioni emotive, al cui fascino non resistono neppure i piloti di Formula 1. Molti driver del Circus ne sono stati sedotti. Diversi di loro si sono concessi il privilegio del possesso. Altri hanno resistito mal volentieri al desiderio dell’acquisto, condizionati magari da ragioni contrattuali.

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Una cosa è certa: pochissime altre auto sono in grado di coinvolgere come lei. Nessuna, fra quelle dell’era moderna, riesce a competere col suo carisma e col suo fascino magnetico. La Ferrari F40 entra nel cuore, dalla porta principale, e guadagna un posto centrale al suo interno.

Fra i piloti di Formula 1 che ne hanno una (o ne hanno avuta una in passato) vanno citati: Lewis Hamilton, Nigel Mansell, Alain Prost, Gerhard Berger, Jean Alesi, Fernando Alonso, Lando Norris, Sebastian Vettel, Michele Alboreto. Sono nomi di primissimo rilievo, ben noti agli appassionati. Ciascuno di loro si è legato alla regina delle “rosse” con un approccio specifico. Tutti sono stati presi dal suo ineguagliabile carisma.

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La Ferrari F40 è la supercar per antonomasia; quella che più di ogni altra è entrata nell’apparato emotivo della gente. Il suo splendore la pone al top. Solo mostri sacri come la 250 GTO e la 330 P4 possono essere paragonati a lei, in termini di carisma. A Maranello non potevano sviluppare un’auto migliore per celebrare il quarantesimo anniversario del mito.

ferrari f40 con hamilton

Le forme di questa sportiva hanno un fascino inarrivabile. Si fatica a credere che una mente umana potesse spingersi a livelli creativi così alti. Onore al merito di Pietro Camardella, che ha disegnato per Pininfarina i tratti di questa scultura a quattro ruote. Un capolavoro assoluto, che meriterebbe un posto nella sala più importante del Louvre, accanto alla Gioconda.

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Da qualsiasi prospettiva di osservazione la Ferrari F40 cattura il cuore. Incredibile l’energia trasmessa dai suoi flussi materici, che profumano di corse, ma in un quadro di grande eleganza, per l’impeccabile armonia dei volumi e degli schemi grafici. Nulla è fuori posto; nessuna nota stonata: tutto si trova esattamente dove dovrebbe essere. L’estetica è al top.

Nessuna supercar del “cavallino rampante” o di altri marchi può competere con lei sul piano stilistico. Anche la meccanica è al top. Il suo progettista, Nicola Materazzi, ha gestito in modo encomiabile tutti i temi ingegneristici e funzionali, usando una chiave olistica. La regia unica si coglie nel perfetto dialogo degli elementi.

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Telaio, motore, cambio, sterzo, aerodinamica, sospensioni, bilanciamento delle masse: tutto nasce da una sola mente pensante, che ha dato una coerenza unica al pacchetto. Questo spiega perché la Ferrari F40 è così seducente e genuina. Solo quando il pilota entra in perfetta sintonia col mezzo, la connessione si traduce in emozioni di guida travolgenti, che nessun’altra vettura riesce ad imitare.

Il fatto che diversi piloti di Formula 1 l’abbiano scelta come auto personale, riconoscendone l’eccellenza, non fa altro che confortare la tesi prima espressa. Qui, cari signori, abbiamo a che fare con la regina assoluta della produzione automobilistica moderna.

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Incredibile la spinta elargita dal suo motore V8 biturbo da quasi 3 litri di cilindrata, capace di sviluppare una potenza massima di 478 cavalli. Questi purosangue di razza, scaricati in modo spaventoso dopo i 4000 giri al minuto, sono chiamati a spingere un peso di soli 1100 chilogrammi. Ne deriva una grinta impossibile da descrivere a parole. Solo vivendola dall’interno la si può capire. Ogni colpo sul pedale del gas si traduce in uno schiacciamento sul sedile, che vi imprime la morfologia delle vertebre.