Al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino è stata inaugurata la mostra su “Aldo Brovarone. La matita di Pininfarina“, a cura di Maria Paola Stola Ariusso. Per tutti si apre l’interessante opportunità di tuffarsi nel mondo di un designer amato su scala globale, nel centenario della sua nascita.
Le visite saranno possibili fino al 7 marzo 2027. Sono certo che molti appassionati andranno a Torino a più riprese, senza preoccuparsi del prezzo del biglietto, per vivere la magia della struttura espositiva piemontese e lo speciale approfondimento sul già citato Aldo Brovarone.
La sua figura rivivrà idealmente nell’Area Design del MAUTO, con disegni, fotografie, materiali d’archivio e vetture. Il ruolo di grandi protagoniste sarà svolto dalle auto messe in vetrina: la Maserati A6GCS/53 Coupé, la Lancia Gamma Coupé, la Fiat Stola Dedica e, soprattutto, la Dino Berlinetta Speciale (da cui sono derivate le incantevoli Dino 206 GT e 246 GT/GTS).
Queste creature a quattro ruote, insieme agli elementi iconografici, racconteranno una carriera straordinaria, dagli anni in Pininfarina ai progetti successivi. Il contributo dato da Aldo Brovarone all’affermazione dell’auto italiana nell’immaginario collettivo verrà celebrato degnamente, come merita lo spessore del personaggio. A lui si devono alcune delle carrozzerie più eleganti del novecento.
La mostra racconta l’avventura professionale di Aldo Brovarone, con particolare riferimento agli anni trascorsi al Centro Stile Pininfarina, dove prestò servizio dal 1953 al 1988. Dalla vena creativa di questo designer sono nati concept futuristici, come la Superflow, musa dell’Alfa Romeo Spider Duetto, e la già citata Dino Berlinetta Speciale, che ha definito i tratti delle successive Dino 206 GT e 246 GT (ma anche delle versioni scoperte 246 GTS).
Questa creatura visionaria torna per la prima volta in Italia, dopo tanto tempo, per rendere omaggio al suo creatore. Fra i progetti di Aldo Brovarone orientati ai grandi numeri commerciali, quindi legati al prodotto di serie, doveroso segnalare quello relativo alla Peugeot 504, che diede molto ossigeno alle casse del “leone” francese, con gli oltre 3.700.000 esemplari venduti.
Al MAUTO, insieme alle auto scelte per la mostra, si potranno ammirare diversi disegni provenienti dall’archivio Pininfarina, ma anche manifesti e fotografie relativi alla carriera del designer biellese. Tra le vetture esposte, come dicevamo, il ruolo di regina tocca alla Dino Berlinetta Speciale, svelata al Salone di Parigi del 1965.
Di Aldo Brovarone, oltre al genio creativo, si ricordano la gentilezza, la simpatia, l’eleganza e l’empatia. Parliamo di una bella persona, di grande sensibilità, non solo artistica. Doveroso l’omaggio del MAUTO, un gioiello espositivo vanto dell’Italia, che ospita al momento oltre 150 vetture originali di 80 marche diverse.
