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Binotto sollevato dalle prestazioni della SF21 in questa prima fase

Mattia Binotto è apparso sollevato dalle finalmente più interessanti prestazioni della SF21 di quest’anno

Mattia Binotto

I primissimi due appuntamenti stagionali hanno permesso alla Ferrari di poter ragionare con limiti di positività decisamente superiori rispetto a quanto messo in pratica lo scorso anno. Sembra che i disastri della stagione 2020, che rimane la peggiore in termini di risultati da quarant’anni a questa parte, siano qualcosa di negativo appartenente al passato. La SF1000 possedeva un set di problematiche diffuse che la nuova SF21 sembra aver risolto.

Fino ad ora i risultati ottenuti durante i primi due appuntamenti del Bahrain e di Imola, sebbene chiaramente siano lontani dal primo e secondo posto, sembrano interessanti e sicuramente positivi. Leclerc ha concluso quarto a Imola, seguito da Carlos Sainz, e sesto in Bahrain con Sainz ottavo. La SF21 appare in crescita e già a Imola i distacchi dai primi sono apparsi notevolmente più contenuti rispetto a quanto registrato al Sakhir.

Binotto si è detto sollevato

Sebbene Mattia Binotto avesse già dichiarato a inizio stagione che le velleità della Scuderia rimanevano legate alla possibile ricerca costante del terzo posto, oggi il team principal è apparso sollevato dalle prestazioni migliorate della nuova monoposto. Di certo appare positivo il raffronto che finalmente pone sullo stesso piano i dati sperimentali con quelli poi effettivamente ottenuti in pista: un problema che in Ferrari ha condizionato tanto le performance degli ultimi anni.

Lo stesso Mattia Binotto ha ammesso: “penso che il sollievo sia vedere che ci stiamo sviluppando nelle giuste direzioni. È importante vedere che le simulazioni, e il lavoro in galleria del vento, ora sono correlati con i dati della pista meglio di quanto lo fossero in passato. Questo dà fiducia negli strumenti e nella nostra capacità di progettazione per il futuro. Penso era la cosa più importante e penso che a questo riguardo, sia un sollievo. Certamente, il fatto che la macchina si stia comportando meglio, in modo da poter ottenere un risultato migliore alla fine del weekend di gara, è importante”.

Binotto

D’altronde, come già ampiamente descritto da Binotto anche lo scorso anno, “abbiamo detto spesso che la nostra prestazione dello scorso anno non era accettabile per un marchio come Ferrari, quindi sapevamo che queste aree erano importanti per noi. Quindi, ancora una volta, penso che la performance sia certamente un sollievo”.

Obiettivo terza piazza

Avendo compreso che Mercedes e Red Bull viaggiano ancora su un altro pianeta, la volontà numero uno rimane quella di ragionare in direzione terzo posto. Tuttavia al momento sembra più indirizzata verso questa direzione la McLaren che soprattutto con Lando Norris sta facendo vedere ottime cose.

In ogni caso secondo Mattia Binotto bisogna progredire su tutte le aree in modo da battagliare agevolmente per la terza piazza finale nel Costruttori. “Sono già contento di quello che siamo riusciti a fare fin qui dimostrando interessanti progressi, ma penso che sarà una battaglia serrata con la McLaren per il terzo posto”, ha ammesso Binotto. “Penso che il nostro obiettivo stagionale, come ho detto spesso, sia ancora dimostrare che possiamo progredire in tutti i settori. Penso che possiamo farcela. È davvero una questione di mentalità e penso che alla fine vedremo il risultato. Quello che è importante per me, alla fine, è dimostrare che siamo in grado di progredire e su questo siamo ad un buon punto di partenza”.

Nel frattempo si va a Portimao dove conta molto la power unit grazie ad alcune particolarità specifiche del tracciato portoghese. Ad analizzare la trasferta è Luigi Fraboni che è responsabile di power unit ed elettronica per il Cavallino Rampante, che comunque in riferimento al 2020 rimane un tracciato in cui la SF1000 dello scorso anno fece comunque bene: “c’è un rettilineo molto lungo, iniziamo ad andare a pieno carico dall’uscita di curva 14, parliamo di circa 19″ a pieno carico. È un aspetto che consideriamo nell’omologazione della power unit, perché dopo Baku e Spa, quello di Portimao rappresenta il terzo valore più alto. Portimao ha una caratteristica unica, è la pista con la peggiore accelerazione verticale della stagione. Questo in particolare avviene nel cambio di pendenza di curva 8 in discesa e prima di curva 10 in salita. Il serbatoio dell’olio e tutto l’impianto di lubrificazione è chiaro che operano in condizioni critiche. Tutti questi componenti vengono simulati, progettati e anche testati su banchi prova specifici prima di andare in pista. Ma da tecnico della power unit devo dire che sono sempre preoccupato quando vado a Portimao, devi verificare che tutto sia a posto e se c’è qualcosa di sbagliato ha un impatto sull’affidabilità della power unit”.

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