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Con la Ferrari 458 Spider fa il fenomeno ed è crash | Video

Le supercar come la Ferrari 458 Spider sono al top nella sicurezza, ma bisogna avere controllo.

Ferrari 458 Spider nera

Un tizio turco, al volante di una Ferrari 458 Spider, vuole stupire gli altri con una partenza in stile “Magnum P.I.“, ma fallisce l’obiettivo. Del resto, la potenza in ballo è superiore a quella della 308 GTS guidata da Tom Selleck. Piange il cuore nel vedere la supercar di Maranello piombare su un marciapiede, per un incidente che si poteva tranquillamente evitare. A volte i conducenti delle auto sportive vogliono stupire, anche senza avere adeguate doti di pilotaggio. In casi del genere, fare i fenomeni può costare caro.

Se n’è reso conto, a sue spese, il protagonista del video odierno. Per lui un conto salato, dopo l’uscita scenografica da un locale. Forse con l’intento di guadagnare gli applausi, il tizio voleva concedersi un bel traverso. Sfortunatamente la situazione gli è sfuggita di mano, perché ha esagerato sul pedale del gas. Inevitabile l’urto col cordolo perimetrale e le successive conseguenze. Viene da dire: povera auto! 

Origini della Ferrari 458 Spider

Ferrari 458 Spider dietro
Posteriore muscoloso

La Ferrari 458 Spider, presentata l’8 settembre 2011 a Maranello, è la versione scoperta della 458 Italia. In questa declinazione “en plein air” dispone di un tetto rigido ripiegabile. Una soluzione che interrompe la tradizione della capote in tela delle precedenti “rosse” aperte con V8 in posizione posteriore centrale. Anche se lo stile è meno armonico dell’impeccabile coupé, resta un’opera d’arte, che coinvolge al massimo sul piano emotivo. L’hard top è perfettamente integrato nel design della vettura. In appena 14 secondi si apre, consegnando a guidatore e passeggero il rombo melodioso del motore, senza filtri. 

Lodevoli le alchimie fra gruppo moto-propulsore, design, aerodinamica, telaio, sterzo, cambio, freni ed handling. Ne derivano emozioni stellari, nel solco della migliore tradizione della casa di Maranello. La tempesta emotiva che elargisce la Ferrari 458 Spider è di impagabile valore e coinvolge tutti i livelli sensoriali. Giusto parlare di un capolavoro Made in Italy, oggi ancora più apprezzato per il suo cuore aspirato, in un’era sempre più turbo ed elettrificata.

Nei tratti della sua carrozzeria, questa supercar si offre allo sguardo con piglio felino. Splendida l’armonia fra stile, eleganza, grinta e funzionalità. Si tratta di una grande prova di bravura, dove si coglie la proiezione al futuro del DNA del marchio. Non è un caso se le 8 cilindri successive, fra quelle a motore posteriore centrale, le devono molto. Del resto, quando si coglie il carattere più genuino del “cavallino rampante” non si sbaglia mai.

Potenza e melodie aspirate

Ferrari 458 Spider dall'alto
Vista dall’alto

Erede della F430 Spider, la Ferrari 458 Spider si spinge a un livello ancora più alto. Questa berlinetta a due posti si giova dell’esperienza maturata in Formula 1, con un travaso di know-how tecnico ma anche “sensoriale”. La sua energia dinamica giunge da un propulsore V8 a iniezione diretta di 4.5 litri, che eroga una potenza massima di 570 cavalli a 9000 giri al minuto. Il picco di coppia tocca quota 540 Nm a 6000 giri/minuto, oltre l’80% disponibile già a 3250 giri al minuto.

Come la 458 Italia, cui è identica in tutto e per tutto salvo che per il tetto, la Ferrari 458 Spider adotta il cambio F1 a doppia frizione a 7 marce. Le prestazioni sono sovrapponibili a quelli della coupé, nonostante l’aggravio di peso dovuto all’architettura scoperta, che richiede dei rinforzi strutturali. Due dati sintetizzano il vigore dinamico dell’auto: accelerazione 0-100 km/h in meno di 3,5 secondi e velocità massima superiore di 320 km/h. Penso che bastino! 

Purtroppo anche questa supercar può essere usata male. Il video odierno lo conferma. Dispiace che, fra i tanti modi per godersi un’auto sportiva, ci sia qualcuno che decida di fare il fenomeno per le vie urbane. Si tratta di mediocri forme di esibizionismo che non sono neppure degni del prestigio del marchio. Lo stile, del resto, non viene dai soldi.

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