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RCA: ecco perché non funziona e perché si pensa a cambiare il meccanismo

L’Ivass considera poco informativa la struttura del sistema Bonus Malus e priva di vantaggi per gli automobilisti virtuosi.

Bonus Malus, gioia e dolori sia per gli automobilisti e assicurati che per l’intero settore degli assicuratori. Il sistema con cui vengono stabiliti i premi assicurativi è probabilmente l’argomento più discusso dell’intero mondo delle Assicurazioni. C’è chi ha dubbi sulla bontà del funzionamento e chi invece lo considera un sistema superato e da correggere.
Per questo si parla con insistenza di riformare tutto, uscendo fuori dalle classi di merito organizzate alla vecchia maniera, con la discesa di una classe ogni asso di assenza sinistri e con la risalita di due classi ogni sinistro causato per colpa propria.
Ma come si vorrebbe cambiare il sistema e perché? Vediamo il punto della situazione e cosa davvero bolle in pentola.

Addio alla formula Bonus Malus

Eloquente circa la ormai scarsa considerazione che ha la formula Bonus Malus nel mondo delle Assicurazioni è senza dubbio ciò che da tempo l’Ivass sottolinea. Secondo l’ Istituto per la Vigilanza delle Assicurazioni questa formula di definizione del premio assicurativo che gli utenti vanno a pagare, è “privo di capacità informative”.
E pensare che da poco è stata introdotta una versione più larga e più favorevole per gli utenti, della vecchia legge Bersani. Parliamo delle polizze familiari, capaci di raggruppare nella stessa classe di merito del principale veicolo della famiglia, tutti gli altri, anche se di natura diversa da quello che possiamo definire “veicolo guida”.
La legge Bersani prevedeva che la seconda auto del nucleo familiare potesse entrare, sempre se assicurata con la medesima compagnia della prima, alla stessa classe di merito. Con la polizza Rc Auto familiare invece si allarga il campo anche alla moto, al furgone e a qualsiasi altro veicolo del proprio nucleo familiare.
Anche questa corsa a garantire trattamenti privilegiati per i propri clienti e per le loro famiglie è una delle cose che si contestano della formula Bonus Malus, sempre più distante dalla sua originaria natura che era quella di premiare con premi più bassi da pagare gli automobilisti virtuosi, cioè quelli con pochi sinistri causati.

La Bonus Malus ormai non riesce a distinguere utenti virtuosi da altri

Proprio il fatto che ormai la stragrande maggioranza delle auto e dei veicoli viene assicurata con classi di merito basse (e di queste in maggioranza in classe uno, la più economica), è una delle cose che si contestano della Rc Auto con Bonus Malus.
Tra l’altro il meccanismo prima della legge Bersani e poi della polizza Rc Auto famiglia ha di fatto fidelizzato i clienti delle assicurazioni.
Occorre ricordare che prendere la classe di merito del primo veicolo è facoltà che scatta solo se si resta nella compagnia con cui è assicurato il primo veicolo. SI tratta infatti di una classe interna a quella determinata Compagnia. Cambiare Società di Assicurazione fa perdere il beneficio in termini di prezzo.
Basti pensare che se oggi assicuriamo l’auto di nostro figlio alla stessa classe di merito del primo veicolo della famiglia, cioè in classe uno, anche il secondo veicolo sarà classe uno. Ma se l’anno dopo, si decide di cambiare Compagnia di Assicurazione, in quella nuova si prenderà classe 13 (dopo un anno senza sinistri si scende da 14 a 13).
Una situazione che ha fatto venir meno la libera circolazione dei clienti, liberati da anni anche dal fardello della disdetta 30 giorni prima della scadenza.
Ormai da anni è oltre l’80% la percentuale di auto assicurate in classe uno.
“Il sistema attuale non è più efficace nel distinguere i clienti secondo la propria effettiva virtuosità e non svolge quindi più la propria funzione educativa e premiante dei comportamenti virtuosi”, questo il sunto di una dichiarazione rilasciata all’Ansa da rischiosità da Bianca Maria Farina, presidente dell’associazione delle compagnie.
Sul come superare il vecchio meccanismo e sostituirlo con uno nuovo le proposte sono tante ma ancora non c’è un quadro preciso della situazione. Resta il fatto che si tenderà verso la premialità per quegli automobilisti che davvero meritano di pagare meno perché è meno grave il rischio di assicurarli da parte della Compagnia. Che poi è il principio che avrebbe dovuto tutelare proprio il meccanismo del Bonus Malus.

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