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FCA: nel 2018 non ci sarà la piena occupazione in Italia secondo i sindacati

Continua l’incertezza sul futuro degli stabilimenti italiani di FCA

Dopo una seconda parte di 2017 molto difficile per gli stabilimenti di produzione italiani di FCA, il 2018 dovrebbe registrare, secondo i piani dell’azienda guidata da Sergio Marchionne, il raggiungimento di uno dei principali target aziendali, la piena occupazione in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo. Si tratta di un argomento più volte ripreso da dirigenti di FCA ed era stato riproposto la scorsa estate, in concomitanza con l’arrivo dei (buoni) dati relativi alla produzione del primo semestre in Italia.

Secondo Fim-Cisl, invece, l’obiettivo della piena occupazione in Italia non sarà raggiunto nel 2018. Il punto di vista sindacale viene espresso dal leader della Fim, Ferdinando Uliano:L’obiettivo di Fca della piena occupazione senza uso di ammortizzatori sociali di tutti gli oltre 66.200 lavoratori, pur essendo vicina, non verrà raggiunto vista l’attesa per il lancio della vettura premium di Pomigliano, della seconda vettura di Mirafiori e la situazione di cassa integrazione dello stabilimento di Melfi”.

Come sottolineato dall’esponente sindacale, il piano di espansione di FCA vede diversi ritardi, rispetto agli obiettivi aziendali. In molti casi, al centro della questione c’è il marchio Alfa Romeo che, ricordiamo, avrebbe dovuto presentare una “gamma completa” composta da ben 8 modelli inediti, tutti prodotti in Italia. Ad oggi però solo Giulia e Stelvio hanno visto, effettivamente, la luce. 

Uliano sottolinea l’assenza della vettura premium a Pomigliano, dove potrebbe entrare in produzione il nuovo modello di segmento C di Alfa Romeo, e della seconda vettura a Mirafiori, ovvero il SUV di segmento E sempre di Alfa Romeo che andrà ad affiancarsi al Maserati Levante. Tutta da valutare la situazione di Melfi, dove la produzione nel 2017 ha registrato un netto calo a causa del calo delle richieste di Punto, Renegade e 500X. Nello stabilimento lucano si attende l’avvio della produzione di un nuovo modello in grado di rilanciare i lavori. 

Da notare, inoltre, come a Grugliasco, dopo tantissimi giorni di cassa integrazione nel 2017, appare oramai chiaro che le sole Ghibli e Quattroporte non sono sufficienti a colmare le capacità produttive del sito. A Modena, invece, il prolungamento della produzione di GranTurismo e GranCabrio è servito solo a rimandare, al prossimo anno, il problema legato al futuro dello stabilimento. 

Uliano lancia anche un appello all’amministratore delegato di FCA Sergio MarchionneL’ad non attenda il lancio del nuovo piano industriale che avverrà a maggio per far partire gli investimenti su Pomigliano e Mirafiori. Anzi, sfrutti il Salone di Detroit del 15 gennaio per annunciare le nuove produzioni nei due stabilimenti”

Staremo a vedere se Marchionne approfitterà della vetrina di Detroit per rilasciare qualche dettaglio in più sul futuro di FCA o se, come più probabile, per avere un’idea più precisa in merito al futuro del gruppo ed, in particolare, dei marchi e degli stabilimenti italiani sarà necessario attendere l’ufficializzazione del nuovo piano industriale che, secondo gli ultimi aggiornamenti, dovrebbe essere pronto per la fine del primo trimestre del 2018. 

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