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Promozioni di settembre: le Case su cosa devono puntare?

Molto più problematico progettare offerte con i nuovi incentivi

promozioni

Sono in fase di decollo i nuovi incentivi del decreto Agosto: 500 milioni. Ma l’anima M5S del Governo Conte ha mischiato le carte non poco. Cambiando le regole rispetto al decreto Rilancio che metteva sul piatto una miseria: un’elemosina di 50 milioni. Pazzesco: basti dire che 120 milioni di bonus vanno ai monopattini elettrici cinesi. Mentre l’automotive, locomotiva dell’economia italiana e parte notevole del Pil, viene relegata in un angolino. Con difficoltà serie, a nostro avviso, per le Case: le promozioni di settembre su cosa devono puntare? Le variabili sono mille.

Promozioni di settembre: difficile programmare

  1. Col decreto Agosto, l’introduzione di un plafond per ogni singola fascia incentivata non rispetta la reale capacità di assorbimento del mercato: a fine anno avanzeranno svariate decine di milioni sulla porzione da 0 a 60 g/km, mentre potrebbero mancarne anche di più in quella da 61 a 110. L’esecutivo ha dato più soldi a elettriche e ibride plug-in; ma il mercato soprattutto chiede benzina e diesel Euro 6. L’unica soluzione è una modifica in sede di conversione: un travaso automatico dei fondi all’atto dell’esaurimento di uno dei plafond.
  2. Le Case non possono pianificare le attività produttive e commerciali: il decreto Rilancio diceva una cosa, il decreto Agosto un’altra, la legge di conversione potrebbe porre rimedio.
  3. I Costruttori, nelle offerte di settembre, dovranni puntare su benzina, diesel, elettrico o ibrido plug-in? In quanto ai finanziamenti, se non ci sono riforme economiche, come potranno gli italiani col posto di lavoro che traballa accedere ai prestiti? Finanziarie e banche, anche quelle captive (delle Case) chiedono garanzie, legittimamente.
  4. A complicare tutto, il Governo vuol far pagare il bollo auto all’utilizzatore, non più alla società. Così la macchina in affitto è meno attraente. Si va a pestare duro perfino contro il noleggio a lungo termine, che ha dato ossigeno al mercato. Inconcepibile.

Auto elettrica: quanta timidezza con le colonnine

E se proprio si voleva lanciare l’auto elettrica, allora non si dovevano solo dare gettoni per l’acquisto. Non basta l’introduzione di agevolazioni per l’installazione delle colonnine elettriche private. Occorrono investimenti forti per lanciare la mobilità a zero emissioni: rete di ricarica diffusa, anzitutto. Dare la possibilità agli italiani di fare il pieno elettrico quasi come fosse un pieno di benzina o di diesel. Invece di tutti quegli improduttivi bonus a pioggia, i soldi l’Esecutivo potrebbe impiegarli molto meglio: per il vero rilancio del Paese.

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