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Le pagelle del GP d’Australia 2017 F1

Come da tradizione ormai decennale ad aprire le danze del circus è l’Australia con il circuito di Albert Park in quel di Melbourne, oggi alle 7:00 in punto è scattato il semaforo verde: la Formula 1 è finalmente tornata!

VETTEL 10 – Perfetto per tutto il weekend, nessun errore dalle prove libere alla gara, in qualifica si piazza in prima fila, ma sempre dietro ad Hamilton e con 3 decimi di differenza. Momento deja vù per i Ferraristi, il long run del venerdì d’altronde non era così promettente.

E invece no, i long run del venerdì erano stati fatti con un carico di benzina superiore e sin dai primi giri si vedeva come la SF70H guidata da Vettel ne avesse più della W08 guidata dal britannico, non l’ha mai mollato e nonostante la distanza ravvicinata le gomme del tedesco non ne hanno risentito. Una volta passato al comando grazie al pit stop anticipato di Hamilton si mette in modalità “Vettel” e inizia ad inanellare una serie di giri veloci e costanti degni del Vettel 4 volte campione del mondo che conoscevamo, ogni dubbio sollevato lo scorso anno sulle sue doti è ora soltanto un lontano ricordo.

Il ritorno di Hamilton non c’è stato, dopo 553 giorni e 27 gare di digiuno Vettel prende e porta a casa la prima vittoria stagionale (di solito chi vince il primo Gran Premio vince poi il campionato, grattamose va’): la vittoria numero 43 per lui.  Arrivano anche i complimenti dal campione del mondo in carica che la gara l’ha guardata da casa, Nico Rosberg.

Hamilton 8 – Finché non è entrato nella corsia dei box il suo weekend stava procedendo, bene o male, nel verso giusto. Costretto a spingere perché nei suoi specchietti la sagoma della SF70H non ne voleva sapere di sparire; Vettel infatti era quasi sempre sotto il secondo e a portata di DRS. Questa pressione, forse lo sforzo sui nuovi pneumatici Pirelli, hanno indotto Hamilton a pensare che le sue gomme fossero giunte al termine della vita e a chiedere al team di fermarsi prima di tutti, anticipando la sosta di fatto al giro 17 quando Pirelli dava il target per la sosta tra il giro 20 e 25 (Vettel si ferma infatti al giro 24). Anticipare la sosta ha fatto sì che si trovasse nel traffico di Verstappen facendogli perdere quei 2 secondi, tanto è bastato a Vettel per fermarsi qualche giro dopo e passare al comando davanti a Hamilton. Una volta liberato da Verstappen la W08 non ne aveva più, prende 10 secondi alla prima gara da Vettel su Ferrari ma regala comunque grandi sorrisi e strette di mano. 10 per la sportività!

Hamilton ha rovinato le sue gomme stando dietro Verstappen, ma Vettel stando dietro Hamilton non le avrebbe dovute rovinare allo stesso modo? Che questa SF70H sia veramente un’ottima macchina?

Bottas 8 – Arriva a 1,2s da Hamilton, gli è stato dato l’ordine di scuderia di non attaccare perché ad Hamilton era stato chiesto di spingere nel tentavo di rimonta rovinando di fatto le gomme. In una giornata rossa dove il suo compagno di box si prende 10 secondi dal tedesco il finlandese può ritenersi felice, sicuramente più dell’altro finlandese in gara.

Raikkonen 7 – Assente durante tutto il weekend, ha ammesso anche lui di non aver trovato il feeling con la macchina e il circuito. Forse a Maranello hanno cucito la vettura su misura per il tedesco, ma prendersi 22 secondi dal compagno di squadra non è bello, considerando le ottime performance sul finire della passata stagione. Fortunatamente ha resistito all’arrivo di Verstappen!

Verstappen 8 – L’unica Red Bull giunta al traguardo è quella dell’ormai non più baby-pilota. L’olandese parte quinto e quinto rimane, almeno in questa prima gara la Red Bull non si è rivelata all’altezza di Mercedes e Ferrari. Ferrari che deve ringraziare in parte proprio Verstappen per questa prima vittoria, è lui che ha fatto da tappo ad Hamilton e ha consentito al tedesco il sorpasso ai box.

Massa 7 – L’ultimo dei non doppiati è proprio l’ex-Ferrarista chiamato a tornare in F1 dopo il suo addio della passata stagione. Il brasiliano con i suoi 35 anni di età parte dalla settima casella, dietro la Haas di Grosjean, che poi sorpassa in gara. Non brilla, ma oggi a brillare è stata solo la Rossa di Vettel.

Perez 8 – La macchina rosa, Force India, giunge in ottava posizione grazie al messicano classe ’90. Ieri deluso dalla qualifica, 11 esimo, trova riscatto nella gara classificandosi davanti al compagno di squadra e subito dopo i big!

Sainz e Kvyat / Toro Rosso 7 – Il team satellite della Red Bull, lo stesso team che ha lanciato Vettel, piazza entrambe i suoi piloti in ottava e nona posizione, stessa identica posizione della griglia di partenza. Ci hanno fatto vedere entrambe i piloti belle battaglia, nota di merito soprattutto per Kvyat che dopo la retrocessione della passata stagione sembra aver trovato nuovamente la sua strada!

Ocon 9 – Esteban Ocon è l’ultimo pilota a chiudere la zona punti, aveva dimostrato lo scorso anno le sue qualità quando sostituendo Alonso nella seconda gara stagionale si piazza decimo portando i primi punti della stagione per McLaren. Replica anche quest’anno, piazzandosi decimo su Force India motorizzata Mercedes, da tenere d’occhio!

Antonio Giovinazzi 10 – Nel giorno in cui la Ferrari torna a vincere in Formula 1, torna anche un italiano in gara, mancava infatti dal 2011. Viene avvisato sabato mattina di dover gareggiare, non aveva mai corso sul circuito, improvvisa una qualifica senza aver avuto mai la possibilità di lanciarsi in un giro veloce durante le prove libere, porta al termine la gara accumulando tanti giri ed esperienza, ancora ne dovrà fare di esperienza per arrivare a prendersi il sedile della Rossa, le basi ci sono. Nel fine gara riceve anche i complimenti e uno chapeau dal boss della Mercedes Toto Wolff.

Alonso 7 – Voleva combattere quest’anno, in casa McLaren erano convinti di poter essere finalmente competitivi, invece si ritrovano fuori dalla zona punti superati addirittura dalla loro terza guida dello scorso anno. 10 ad Alonso per i suoi soliti team radio, questa volta almeno non si lamenta del motore.

Ricciardo NV – Già ieri classificato decimo senza il tempo nella Q3, oggi l’idolo di casa si ritrova appiedato alla sua RB13, 0 punti nella sua casella, un cambio rotto e speriamo che almeno il motore lo abbia salvato. Rimandiamo il voto al prossimo gran premio, la sfiga dell’Australiano che non vince in Australia persegue anche Daniel, purtroppo.

FERRARI 110 e lode – Un voto meritato, questa volta la vittoria a differenza di quanto successo nel 2015 il team Italiano l’ha conquistata sul campo mettendo in pista una super macchina, completamente MADE IN ITALY (e di questo ne andiamo orgogliosi) in barba a tutti coloro che criticavano il nuovo trio Italiano ai vertici della scuderia. La Ferrari si presenta come campione d’inverno a Melbourne e si prende subito anche la vittoria inaugurale della stagione, un quarto posto, la prima posizione nella classifica costruttori con 37 punti e la vetta della classifica piloti grazie ai 25 punti di Vettel. Per la scuderia più vincente della storia della Formula 1 si tratta della 225esima vittoria, domattina all’ingresso della Gestione Sportiva verrà issata come tradizione la prima bandiera gialla, si spera la prima di una lunga serie!
Si è parlato molto di come l’allora presidente Montezemolo avesse firmato per il nuovo cambio regolamentare e Ferrari fosse riuscita anche quest’anno a non portare una macchina degna del suo nome e della sua storia, ma il silenzio stampa serrato e imposto a tutti gli uomini di Maranello porta con se una verità: il nuovo regolamento tecnico a Maranello è stato interpretato alla grande, lo sviluppo aerodinamico è stato portato al limite, hanno osato, e una volta tanto molte scuderie cercheranno di copiare o quantomeno provare le soluzioni aerodinamiche che sono state portate sulla SF70H. La Ferrari è tornata? E’ presto per dirlo, dobbiamo aspettare almeno di vedere le prime 6 gare della stagione, ma fino ad ora merita il massimo dei voti se consideriamo la posizione della passata stagione! Complimenti che arrivano anche dal mondo politico Italiano, che come al solito fa dei successi della Ferrari un proprio vanto e li usa per spronare la propria classe a cambiare l’Italia. Cosa che poi puntualmente non accade, ma questa è un’altra storia!

Che il debutto del Quadrifoglio Verde sulla tuta da gara abbia veramente portato fortuna a Vettel? Il ritorno di Alfa Romeo nel mondo delle corse automobilistiche potrebbe essere più vicino di quanto si possa immaginare..

Mercedes 9 – Il 23 Febbraio 2017, giorno in cui la nuova W08 veniva presentata alla stampa, molti giornali titolavano “Il mostro da battere: è arrivata la W08”, il mostro da battere è stato già battuto e si è preso pure 10 secondi in pista dalla SF70H. Un errore di valutazione sulle gomme è costato la vittoria ad Hamilton, ma oggi la macchina più veloce in gara è stata la Ferrari. Se la Mercedes non avesse anticipato il pit stop probabilmente sarebbe stata vittima di un undercut da parte di Ferrari e la gara l’avrebbe persa comunque, forse avrebbe combattuto di più, ma almeno a Melbourne la macchina più veloce in gara era proprio la rossa di Maranello. Il direttore esecutivo Toto Wolff ha ammesso la sconfitta, congratulandosi con i vertici Ferrari nel dopo gara raggiungendoli proprio nella hospitality Ferrari insieme al presidente non esecutivo Niki Lauda. Pugni sul tavolo a parte (ben 2 nel momento in cui Vettel supera Hamilton), grande sportività dalla casa di Stoccarda a riconoscere il valore della Scuderia Ferrari e a congratularsi anche con la terza guida Antonio Giovinazzi per il suo esordio. Questa è la Formula 1 che vogliamo, con la sportività che solo questo sport sa regalarci.

Red Bull 7 – Si diceva nei mesi invernali che era la squadra da battere, la rivoluzione tecnica di quest’anno doveva vederla come grande favorita: l’aerodinamica che torna un elemento chiave di una macchina di Formula 1 doveva essere esaltata da Adrian Newey, autore, ricordiamolo, di una delle vetture più vincenti nella storia della Formula 1 guidata e portata al successo proprio da Sebastian Vettel per 4 anni di fila. Quell’innovazione aerodinamica, quel salto osannato, non c’è stato. Se sul finire dello scorso anno era diventata la seconda forza del mondiale davanti alla Ferrari, almeno in questa prima gara diventa la terza forza dietro alla Mercedes. Speriamo in uno sviluppo concreto da parte del team di Milton Keynes, sarebbe davvero bello vedere una lotta a 3 scuderie, il talento ai piloti della Red Bull non manca.

McLaren-Honda 6 – Prendono la sufficienza perché almeno una delle due vetture la portano al traguardo, non quella di Alonso però. Ci aspettavamo molto da loro, il 2017 doveva essere l’anno del salto in avanti, il salto l’hanno fatto, ma carpiato all’indietro.

Williams 6 – Si piazza con Massa a 83 secondi da Vettel, ultimo dei non doppiati, l’altra macchina si ritira. Un inizio veramente pessimo, ma il nuovo motore Ferrari quest’anno è superiore a tutti i motorizzati non ufficiali Mercedes, non c’è storia.

Haas NV – Il team americano che tanto aveva fatto divertirci e appassionarci lo scorso anno termina la prima gara con un ritiro per entrambe i piloti, nonostante le buone qualifiche (ottavo Grosjean). Giudizio rimandato alla Cina!

Formula 1 – La nuova società a capo della F1 non ha i meriti sul nuovo regolamento tecnico entrato in vigore quest’anno, e quindi dello spettacolo che vedremo. Merito che appartiene ancora all’ex patron Bernie Ecclestone, siamo curiosi di vedere Liberty Media dove porterà il circus, come riuscirà a innovarlo, come riuscirà ad incrementare ancora il divertimento in pista e da casa, ma sopratutto come riuscirà ad incrementare il seguito di questo sport.

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