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FCA: i sindacati chiedono chiarimenti sul futuro della produzione in Italia

L’annuncio ufficiale da parte di Sergio Marchionne in merito allo spostamento della produzione della Fiat Panda, destinata a traslocare verso la Polonia, per far spazio a Pomigliano d’Arco a nuovi modelli premium con marchio Alfa Romeo (la nuova Giulietta ed un crossover di dimensioni inferiori rispetto al nuovo SUV Stelvio) è senza dubbio l’argomento più caldo del momento. Le parole del numero uno di casa FCA hanno, infatti, passare praticamente inosservata l’apertura del Salone dell’auto di Ginevra dove la casa italo-americano ha presentato diverse novità anche se per lo più rappresentate da serie speciali e nuovi allestimenti.

Mentre a Ginevra va in scena il futuro del mondo delle quattro ruote, in Italia i sindacati iniziano a chiedere a gran voce chiarimenti in merito a quello che sarà il futuro della produzione di auto nel nostro Paese da parte di FCA. L’azienda ha, infatti, intenzione di produrre in Italia esclusivamente modelli premium con i marchi Maserati e Alfa Romeo in prima linea. L’uscita di scena dei modelli ad ampia diffusione in favore di nuove vetture più redditizie rischia però di causare un calo di posti di lavoro in Italia.

In un’intervista ad Iripinia News, Sergio Scarpa  della Fiom Cgil di Avellino ha dichiarato: “Se la Panda andrà via da Pomigliano come ha riferito Marchionne ed al suo posto vi sarà la produzione di un nuovo mini suv, ovvero di una vettura non di massa, allora è chiaro che i nostri timori sono destinati ad aumentare. Ecco perché diventa indispensabile un confronto e fare chiarezza su quelle che saranno le strategie per salvaguardare i livelli occupazionali”.

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Da notare che la fine della produzione della Panda in Italia potrebbe avere ripercussioni anche sullo stabilimento di Pratola Serra, in provincia di Avellino. Il sito di produzione rappresenta, infatti, il polo centrale per FCA per la produzione di motori a gasolio che dovrebbero rappresentare una buona parte dell’offerta dei nuovi modelli Alfa Romeo che saranno prodotti a Pomigliano d’Arco. In sostanza, un’eventuale riduzione della forza lavoro nel sito partenopeo potrebbe essere compensata da un incremento del personale di Pratola Serra. Ulteriori dettagli in tal senso emergeranno senza alcun dubbio nel corso delle prossime settimane quando FCA dovrà chiarire i piani futuri per gli stabilimenti italiani del gruppo.

La scelta di FCA di puntare sempre più sul settore premium per i siti di produzione italiani potrebbe rappresentare una notizia molto positiva per i lavoratori. Prima di procedere ad analisi più dettagliate sarà importante però attendere il nuovo piano industriale del gruppo italo-americano che chiarirà in modo definitivo il futuro.

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