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Fiat Chrysler: a Cassino i primi operai trasferiti da Pomigliano

Fiat Chrysler
Fiat Chrysler

Vi avevamo parlato negli scorsi mesi del trasferimento temporaneo di 500 lavoratori che dallo stabilimento Fiat Chrysler Automobiles di Pomigliano d’Arco attualmente in cassa integrazione sarebbero stati trasferiti nello stabilimento di Cassino dove in questo momento vengono prodotte Alfa Romeo Giulia, Giulietta e Stelvio. La produzione delle nuove vetture di Alfa Romeo ha finito per giovare allo stabilimento ciociaro che nel giro di pochi anni è passato dal massiccio uso di cassa integrazione alle piena occupazione di tutti i 4300 dipendenti dello stabilimento del gruppo italo americano guidato dal numero uno Sergio Marchionne. 

Proprio per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento di dipendenti dallo stabilimento campano del gruppo a quello ciociaro invece di ricorrere a nuove assunzioni. Questo visto e considerato che al momento nello stabilimento di Pomigliano viene prodotta solo la Fiat Panda e dunque non tutti i dipendenti sono occupati. Chiaramente chi ha accettato questo trasferimento riceverà un cospicuo aumento salariale rispetto alla sua precedente situazione. Il trasporto da Pomigliano a Cassino avviene a spese della società italo americana che ha messo a disposizione dei propri dipendente un pullman in partenza tutte le mattine da Pomigliano. Nei giorni scorsi i primi 88 dipendenti sono arrivati a Cassino dove subito si sono aggiunti alle linee produttive di Alfa Romeo Giulia, Giulietta e Stelvio. 

Fiat Chrysler Cassino
Fiat Chrysler Cassino: avvenuto il trasferimento dei primi 88 lavoratori dei 500 che prossimamente arriveranno da Pomigliano

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I lavoratori trasferiti da Fiat Chrysler Pomigliano a Cassino fanno tutti il turno mattutino. Nelle prossime settimane ai primi 88 si aggiungeranno anche gli altri per un totale di ulteriori 500 unità lavorative impiegate nello stabilimento FCA sito a Piedomonte San Germano.  Questa scelta tuttavia non è  stata ben vista da tutti. Alcuni sindacati hanno protestato non apprezzando questa decisione, in particolar modo Cub e Cobas. Anche i sindacati operanti a Cassino temono che questi trasferimenti possano portare la società a rinunciare all’assunzione di altri 1200 nuovi dipendenti così come promesso negli scorsi mesi.

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