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Fiat Chrysler Automobiles: nuova class action per discriminazioni in USA

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Per la seconda volta in due mesi, Fiat Chrysler Automobiles è stata colpita da una class action per discriminazioni. In questo caso si tratterebbe di una questione relativa  ad alcuni lavoratori più anziani che sarebbero stati discriminati dagli addetti alle valutazioni delle prestazioni con la conseguenza di una retribuzione inferiore e un minor numero di promozioni rispetto ai loro colleghi più giovani.

Tra le accuse è stato anche denunciato il fatto che le foto dei dipendenti vengono utilizzati durante il processo di revisione delle prestazioni di Fiat Chrysler. Secondo la querela presentata lo scorso 27 Febbraio presso lo US District Court,  i manager di livello superiore di Fiat Chrysler che raramente lavorano con i dipendenti nella fase di valutazione baserebbero il loro giudizio anche sulla foto dei lavoratori.

L’azione legale sostiene che i manager di livello superiore troppo spesso danno punteggi più bassi per i dipendenti che hanno un’età di 55  e più, anche quando i supervisori dei dipendenti hanno dato loro recensioni entusiastiche. L’azione legale sostiene che il fatto di avere una retribuzione inferiore e un minor numero di promozioni per i lavoratori più anziani, fa pensare che questi in Fiat Chrysler Automobiles siano vittime di un processo di revisione che è realizzato appositamente per danneggiarli.

Per il querelante avvocato Shereef Akeel, l’uso di foto di un lavoratore nel corso di un processo di valutazione è particolarmente sorprendente: “L’uso di una fotografia in recensioni è un’assoluta novità per me”, ha detto Akeel. “L’uso di una fotografia non ha alcun valore nel determinare quanto bene qualcuno possa eseguire il proprio nel corso dell’anno. Qualcuno può essere giudicato per il suo aspetto piuttosto che per le sue prestazioni, questa è una situazione piena di rischi.”

A partire da Giovedi, Fiat Chrysler Automobiles ha detto che non era ancora  a conoscenza della querela e dunque non poteva  commentare le accuse. Tuttavia, la Fiat Chrysler ha detto in un comunicato che: ” non tollera alcun tipo di discriminazione sul posto di lavoro sulla base di età, razza, colore, sesso, orientamento sessuale di una persona, ecc”. “Tutte le denunce di discriminazione saranno indagate a fondo e in modo tempestivo, e tutte le violazioni saranno punibili fino al licenziamento.”

La denuncia sollevata nei confronti di Fiat Chrysler partirebbe da un ex manager che sostiene che mentre lavorava in Fiat Chrysler Automobiles ha scoperto che il processo di valutazione veniva influenzato negativamente per i lavoratori più anziani e afro-americani almeno per quanto riguarda gli anni  che vanno dal 2014 al 2017. Entrambi i gruppi sono stati penalizzati in maniera sproporzionata, secondo l’accusa, ottenendo punteggi più bassi rispetto ai loro colleghi bianchi e più giovani.

Tra quelli  che sono rimasti presumibilmente feriti dal processo di revisione di Fiat Chrysler vi è la signora  Danijela Dan , una 59enne impiegata di medio livello che ha guadagnato un stipendio a sei cifre in Fiat Chrysler Automobiles dove ha lavorato per 26 anni fino a quando fu licenziata il 21 febbraio. Secondo la querela, la decisione sarebbe derivata da motivi concernenti la sua età anagrafica. La donna lo scorso 21 febbraio, è stato “licenziata e scortata fuori dall’edificio di fronte ai suoi colleghi.” “Si sente tradita“, ha detto Akeel avvocato della signora Danijela. “Si sente delusa dall’azienda.”

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Secondo Akeel, che si occupa di cause di lavoro per eventuali discriminazioni, l’azione di classe potrebbe interessare tra gli 800 e i 1.000 manager a tutti i livelli di Fiat Chrysler Automobiles. Fino ad oggi, sarebbero almeno 60 le persone che potrebbero essere interessate alla class action. FCA ha ovviamente negato di essere stata protagonista di discriminazioni.

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