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Fiat Chrysler: In Usa nuova class action per discriminazioni

Fiat Chrysler
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Nuovo guaio giudiziario per Fiat Chrysler dagli Stati Uniti. Un ex manager del gruppo automobilistico italo americano ha presentato querela contro la sua ex azienda per discriminazioni. Secondo l’accusa dentro FCA avverrebbe una discriminazione nei confronti degli impiegati di colore, che riceverebbero valutazioni più basse attraverso un processo che determina i bonus e le opportunità di avanzamento.

La class action, depositata Mercoledì, proprio mentre i veicoli della società di Sergio Marchionne  facevano bella mostra al salone dell’auto di Detroit, afferma: “Come risultato della pratica e della politica di discriminazione nei confronti dei dipendenti afro-americani,  a questi sono stati negati i benefici e le opportunità offerte ai dipendenti bianchi di Fiat Chrysler”. 

Fiat Chrysler: l’accusa parla di discriminazioni nei confronti dei dipendenti di colore

La causa mette ancora in evidenza che tra le centinaia di dirigenti a livello aziendale, ci sono solo due donne  e circa cinque o sette uomini di colore. Secondo l’accusa i dipendenti di Fiat Chrysler sarebbero stati valutati attraverso un processo in due fasi che avrebbe fatto affidamento su criteri assai soggettivi piuttosto che su dati oggettivi, “scelte operate da decision maker “che non sono di colore. Di conseguenza, sempre secondo la class action, ai dipendenti neri sarebbero state date retribuzioni e benefit più bassi, e ruoli inferiori a quelli che gli sarebbero spettati, sostiene la causa, depositata presso il tribunale di Detroit.

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Fiat Chrysler: nuova class action per presunte discriminazioni verso i dipendenti di colore

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La risposta di Fiat Chrysler non si è fatta attendere

Fiat Chrysler ha rilasciato una risposta a questa vicenda con una dichiarazione avvenuta lo scorso venerdì secondo quanto riportato dal Detroit Free Press. “Le accuse contenute in questa causa sono senza fondamento”, ha detto. “FCA Stati Uniti non tollera molestie o discriminazioni di alcun genere sul posto di lavoro in base alla razza, colore, sesso, orientamento sessuale, età, etc. “Tutte le denunce di molestie e discriminazione sono prese seriamente in considerazione e valutate a fondo e in modo tempestivo e tutte le violazioni sono punibili fino al licenziamento,” ha dichiarato la società, secondo quanto riporta Free Press.  La società infine ha annunciato di voler perseguire una “vigorosa difesa  da questa accusa che mina fortemente la sua reputazione. ”

La causa è stata presentata da Marlin Williams a nome di tutti gli attuali e passati dipendenti neri, ma a questa si sarebbero accodati altri dipendenti. Il numero di persone coinvolte non sarebbe però stato specificato nella causa. Williams, con 25 anni di esperienza nella promozione di programmi e iniziative sulle diversità, ha iniziato a lavorare per Fiat Chrysler nel mese di gennaio 2015, come consulente di gestione del talento ed è stato promosso a direttore della diversità nel mese di settembre del 2015. Doveva assumere molte delle funzioni del suo predecessore ma al manager non sarebbero stati forniti vantaggi quali compensi aggiuntivi e altre indennità che invece il suo predecessore poteva vantare.

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Di sette categorie di compensazione, Williams è stato assunto al livello n ° 4 della lista, e  a questo livello sarebbe rimasto pur essendogli stato promesso il contrario. I suoi compiti includevano iniziative che affrontavano questioni relative alle disuguaglianze nel compenso, nelle opportunità di promozione e  anche in relazione ad altri benefici. Nel fare questo lavoro, l’uomo avrebbe rilevato e ha osservato, come tra gli impiegati di Fiat Chrysler vi fosse una discriminazione nei confronti di quelli neri, i quali ricevevano mediamente valutazioni globali inferiori rispetto alla media in maniera piuttosto sproporzionata.

Williams chiede al tribunale di dichiarare che i suoi diritti sono stati violati e di arrivare ad una sentenza che impone il risarcimento dei danni e delle spese legali affrontate. Inoltre l’uomo chiede che a Fiat Chrysler venga impedito in futuro di continuare con la stessa condotta ‘illegale’.  L’uomo, prima di Fiat Chrysler, aveva lavorato anche in Compuware, una società di software di Detroit, e ha fondato Knowledge Brokers a Detroit, una società di ricerca e consulenza sulle diversità e l’inclusione professionale. Ha anche lavorato come vice Chief Information Officer per la città di Detroit, secondo quanto riporta nella querela.

 

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