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Fiat Chrysler Automobiles crolla in Borsa: -16,1%, incubo dieselgate?

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne

Le brutte notizie che arrivano dagli Stati Uniti per Fiat Chrysler Automobiles hanno conseguenze anche in Borsa. Poco fa è stata rilanciata la notizia secondo cui il titolo del gruppo italo americano diretto dal numero uno Sergio Marchionne ha subito un vero e proprio tonfo con un decremento del valore delle azioni pari a -16,1 per cento a 8,78 euro. La paura che serpeggia tra i dirigenti del gruppo italo americano e anche tra i numerosi investitori è che anche l’azienda di Sergio Marchionne possa piombare in un incubo Dieselgate come quello che sta vivendo il gruppo tedesco Volkswagen che tra rimborsi e multe ha speso oltre 15 miliardi di euro. 

Sergio Marchionne spiega la situazione di Fiat Chrysler Automobiles

Sergio Marchionne si è detto ‘disturbato’ dal modo in cui la notizia è stata diffusa dai Media. Il CEO di Fiat Chrysler Automobiles ha ammesso di dialogare con L’EPA già da circa un anno. Insomma secondo quanto racconta il numero uno dell’azienda, la notizia non sarebbe un fulmine a ciel sereno per lui e il suo gruppo dirigenziale. Ovviamente Marchionne ha subito messo in chiaro che la situazione di Fiat Chrysler è completamente diversa da quella di Volkswagen.

Resta da capire se anche chi sta indagando la pensa alla stessa maniera. Se così non fosse le cose si potrebbero complicare maledettamente per FCA con danni incalcolabili ad un’azienda che già adesso è gravata da un pesante indebitamento e per il quale un simile danno economico sarebbe pari ad un vero e proprio colpo da KO. 

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Fiat Chrysler Automobiles
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Multa da 4,63 miliardi potrebbe far temere per il futuro del gruppo

Secondo le autorità americane Fiat Chrysler avrebbe volutamente falsato i dati sulle emissioni di alcuni suoi veicoli. Esattamente i veicoli incriminati sarebbero:  Jeep Grand Cherokee e i Dodge Ram, con i motori diesel 3.0 degli anni 2014, 2015 e 2016. Secondo l’accusa adesso Fiat Chrysler Automobiles rischierebbe una multa di 4,63 miliardi di euro. Secondo l’EPA, il gruppo di Sergio Marchionne avrebbe violato le regole utilizzando un software per alterare i dati. Vedremo dunque questa vicenda quali sbocchi potrà avere nei prossimi giorni per il famoso gruppo italo americano che mai come stavolta trema e teme per il suo futuro.

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