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FCA accusata di aver falsato i dati sulle emissioni negli USA, multa da 4,6 miliardi in arrivo

Dopo Volkswagen adesso tocca a FCA. Negli USA il Dieselgate sembra davvero non aver fine e, questa volta, a farne le spese potrebbe essere il gruppo italo-americano. Nella giornata di oggi, infatti, prima l’agenzia di stampa Associated Press e poi, in via ufficiale, l’Agenzia per la Protezione ambientale americana (Epa) hanno gettato pesanti accuse sul FCA che avrebbe falsato i dati sulle emissioni di alcuni motori diesel negli Stati Uniti ed ora rischia una salatissima multa da circa 4.5 miliardi di dollari. Il primo effetto di questa notizia lo si è riscontrato in Borsa dove i titoli di FCA hanno fattore registrare un tracollo chiudendo la giornata a -11.8%.

L’Agenzia per la Protezione ambientale americana ha notificato ad FCA le violazioni del Clear Air Act, ovvero delle nuove norme sulle emissioni nocive in atmosfera per circa 104 mila veicoli. Alcuni modelli commercializzati da FCA tra il 2014 ed il 2016, in particolare la Jeep Grand Cherokee e i Dodge RAM con motore diesel da 3.0 litri, potrebbero, infatti, contare su di un software in grado di truccare le emissioni dei motori stessi, superando i limiti imposti dalla normativa statunitense. L’effetto per FCA, che ora rischia anche una sanzione civile, potrebbe tradursi in una multa di quasi 45 mila dollari a veicolo che, calcolatrice alla mano, diventano 4,6 miliardi di dollari.  

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FCA ha già fatto sapere che contesterà le accuse e che le norme sulle emissioni dei motori diesel non sono state in alcun modo violate. Il gruppo italo-americano ha dichiarato, inoltre, di essere pronto a collaborare con le autorità e con l’amministrazione Trump appena insediata per chiarire qualsiasi aspetto della questione. La divisione USA di FCA “auspica fortemente di poter avere quanto prima la possibilità di incontrare l’enforcement division dell’Epa e rappresentanti della nuova amministrazione, per dimostrare che le strategie di controllo di Fca sono giustificate e pertanto non costituiscono ‘defeat devices’ in base alla normativa applicabile e risolvere prontamente la questione

I motori diesel di Fca USA, come dichiarato dall’azienda in un comunicato stampa “sono equipaggiati con hardware di controllo delle emissioni all’avanguardia, ivi incluso la tecnologia Selective catalytic reduction (Scr). Ogni costruttore automobilistico deve utilizzare varie strategie per controllare le emissioni al fine di realizzare un equilibrio tra le prescrizioni di Epa relative al controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) e le prescrizioni relative alla durata, prestazioni, sicurezza e contenimento dei consumi” Secondo quanto dichiarato dal gruppo, i sistemi di controllo delle emissioni rispettano in pieno le normative applicabili.

FCA USA ha fatto sapere di aver già spiegato, nel dettaglio, il funzionamento delle proprie tecnologie di controllo delle emissioni ai rappresentanti dell’Epa e di aver fatto numerose proposte per venire incontro alle preoccupazioni dell’ente che ora contesta una violazione delle normative che potrebbe comportare una maxi multa per il gruppo italo-americano.

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