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Multe da coronavirus: 3 cose da sapere

Nuove multe, vecchi reati: cosa cambia col decreto coronavirus del 25 marzo 2020

carabinieri corona

Il decreto legge 19 del 25 marzo 2020, in vigore da oggi 26 marzo, rivoluziona le multe da coronavirus. È stato emanato per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del Covid-19, su specifiche parti del territorio nazionale. Provvedimenti reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020. E con possibilità di modularne l’applicazione in aumento o in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del coronavirus.

1) Multe da coronavirus: cosa succede

Di base, il decreto legge 19 del 25 marzo 2020 impone la limitazione della circolazione delle persone. Anche prevedendo limitazioni alla possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora. Se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio. Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. Le nuove multe da coronavirus.

Se esci di casa senza permesso, multa da 400 a 3.000 euro. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. Ossia, se esci in auto, si arriva a 4.000 euro di massimo.

2) Multe da coronavirus: addio reati

Non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del Codice Penale. Ora è un illecito amministrativo, non da Codice della Strada. Non da Codice Penale. Questo dal 26 marzo 2020. Ma i 100.000 multati per l’articolo 650 del Codice Penale (reclusione fino a 3 mesi e multe fino a 206 euro), come vengono sanzionati per quel che hanno fatto in passato?

Risposta: le disposizioni che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta alla metà: 200 euro.

Altri esperti dicono che la palla passa al giudice: questi dirà se e come sarà possibile fare un’oblazione di 103 euro (metà dei 206 euro) o se invece c’è in ballo la fedina penale e si va avanti.

Può darsi che per i vecchi multati, specie quelli con fedina sporca, le cose vadano più per le lunghe e che si resti nel penale. Se invece i 100.000 multati se la dovessero cavare, non sarebbe giusto verso i 2 milioni di persone controllate e che avevano l’autogiustificazione stampata e firmata. Non sarebbe giusto verso le Forze dell’ordine, verso medici e infermieri. Una retroattività della norma che lascia l’amaro in bocca. Col rischio di perdita di credibilità delle normative.

3) Che botta al recidivo per multe da Covid-19

Invece, per oggi, multe da 400 a 3.000 euro. Fino a 4.000 in auto. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata nella misura massima. Una stangata per i recidivi.

La palla al Prefetto: quali regole in pandemia

Il Prefetto, informando preventivamente il ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, dove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale delle Forze armate impiegato è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Previo provvedimento del Prefetto competente. Per assicurare l’esecuzione delle misure di contenimento.

Corona: resta la regola generale

Si deve sempre evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione: da stampare. O da rifare a mano.

Autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.

Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si ha la residenza o il domicilio sono vietati. È possibile spostarsi in altri Comuni solo e per comprovate esigenze lavorative. O in casi di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Se il Comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito. Solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati.

Nipotini dai nonni in auto: attenzione

È possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro. È ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore.

In tal caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno.

Ma è fortemente sconsigliato: gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio e devono evitare il più possibile i contatti con altre persone. È assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori.

Infine, le auto possono essere utilizzate da più passeggeri solo se si rispetta la distanza minima di un metro. Questi limiti non valgono se i mezzi sono utilizzati solo da persone conviventi.

Quanti controlli su strada

Salgono a 2.675.113 le persone controllate dall’11 al 25 marzo 2020, 115.738 quelle denunciate. In particolare, nella giornata del 25, le Forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 202.188 persone di cui 5.774 sono state denunciate. Ora tutto cambia: zero denunce. Zero reati. Illeciti amministrativi con multe da 400 a 4.000 euro.

Nuova autocertificazione: perché cambia ancora

Sul sito web del ministero dell’Interno c’è il nuovo modulo di autocertificazione. L’ennesimo. Di una sconsolante infinita telenovela. Vengono inseriti i riferimenti alle limitazioni contemplate nel decreto legge di ieri. In più, ci sono le limitazioni che può adottare ogni singolo presidente della Regione. Infine, nell’ultima parte del modulo, vengono fatti gli esempi di spostamento.

È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa.

Sarà cura poi delle autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni. Non subito, ma in futuro, le autorità controlleranno se quanto detto nel modulo è vero. In caso di falso, è un reato. Dove scaricare il nuovo modulo di autocertificazione? Qui.