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Santino BALDUZZI...il "Mago" di Lodi
Nasce a Milano il 07 marzo 1943 e da subito sviluppa la sua passione per l'elaborazione di moto di piccola cilindrata ed in seguito sui motori della Topolino e 1100 - 103 e 103tv, lavorando nell'officina del padre negli anni '60; esseno in voga in quegli anni il marchio Abarth, frequenta un corso a Torino nello stabilimento di via Marche, ricevendo il mandato di officina autorizzata. Nel 1968 trasferisce la sua officina ampliandola e acquisendo il marchio Alfa Romeo; negli anni a venire sviluppa le Giulia GTA per le gare e, visto il successo, prosegue anche con altri modelli della casa del Biscione (alla fine degli anni '60 e alla metà dei '70, le sue automobili, in particolare l'Alfa Romeo Giulia GTA, vincevano sui circuiti di tutto il mondo!). Le sue capacità ed i risultati che è stato in grado di costruire ed ottenere anno dopo anno, hanno reso celebre il suo nome tra gli appassionati di automobilismo sportivo di tutto il mondo. Il primo motore che cominciò "a studiare" non funzionava nemmeno (come dichiara nel numero di Aprile 2008 del mensile Automobilismo d'Epoca) "Non avevo soldi per acquistarne uno nuovo e l'Alfa Romeo mi propose un gruppo sbiellato durante una prova al banco; la cifra era ragionevole e alla mia portata, e lo portai a casa. Eppure avevo paura di rovinarlo" L'evoluzione delle Alfa Romeo da gara, e i risultati sempre di rilievo, lo hanno portato anche a collaborare direttamente con Alfa Romeo, che al suo "ingegno" deve tanto. Dopo la positivissima elaborazione sulle GTA, l'esperienza prosegue con le 33 in alcune gare disputatesi in tutto il mondo. In anni più recenti, i tecnici Alfa Romeo, inviano Balduzzi ed un telaista a seguire le 155 Ufficiali da pista nei giorni di gara, anche nel DTM. Ma la Storia di quest'Uomo non è solo legata alle corse. L'ingegno e la passione: "Alcuni anni fa (prosegue nell'intervista) il Reparto Esperienze dell'Alfa Romeo gli portò una 145 equipaggiata con motore 2000 JTS...volevano arrivare a 170 cavalli ma non riuscivano a superare i 150. Oltre i 5500 giri il motore cominciava a detonare e non c'era verso di salire con i cavalli. I tecnici di Alfa Romeo non erano stati in grado di superare questo gap... L'idea di Balduzzi fu di lavorare sul cielo del pistone che aveva una forma singolare e non del tutto convincente. Ricavò un pistone "a cucchiaio" in rilievo che poteva concentrare maggiormente la miscela nelle vicinanze della candela. La soluzione funzionò perfettamente facendo raggiungere all'auto la potenza desiderata. Numerosi anche i suoi studi eseguiti sui motori 6 cilindi della Casa del Biscione. Nell'era dell'elettronica intraprende la strada dell'eleborazione delle centraline, specializzandosi sia nell'elettronica e proseguendo lo sviluppo anche della parte meccanica. Nel 2001 raggiunge l'età della pensione ma rimane in attività fino al 2006 quando, a causa di una malattia invalidante, cessa l'attività di preparatore lasciando le redini al figlio Cesare.
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