Alfa Romeo Giulia TZ: storia e caratteristiche

Storia e caratteristiche dell'Alfa Romeo Giulia TZ. La storia del primo bolide TZ1 di casa Alfa.

Alfa Romeo Giulia TZ

Tra le automobili supersportive di Alfa Romeo, ci sono alcuni modelli e prototipi che più di tutti hanno simboleggiato la modernità Alfa, e la voglia del marchio di cercare e trovare linee e forme in grado di segnare il passo per altri modelli con uno sguardo al futuro, cercando di puntare sempre all’innovazione.

Uno di questi modelli che tra tutti possiamo considerare di assoluta avanguardia per i tempi in cui è stato concepito, è sicuramente l’Alfa Romeo Giulia TZ. La serie TZ è stata in grado di essere per Alfa, e forse anche per gli amanti dell’automobile in generale, un bolide “diverso”, capace di sorprendere per innovazione e prestazioni.

Alfa Romeo Giulia TZ

Nata sulle ceneri del modello da record Giulietta SZ, e creato per battere i tempi su circuito fatti dalla mitica Giulietta Coda Tronca, la TZ venne alla luce grazie alla collaborazione con la Zagato, famosa casa che realizzò la carrozzeria tubolare da cui in parte prese il nome.

Per il motore e l’assemblaggio tecnico invece, un altro grande nome del passato automobilistico prese il progetto in mano,  Autodelta quindi decise di farne parte e maneggiò questi particolari tecnici, cosa che per altro questo gruppo fece per diversi anni su tanti altri modelli di automobile, offrendo il meglio della tecnologia meccanica di quei tempi.

Il primo modello di Alfa Romeo Giulia TZ creato, montava un motore da 1570 cc bialbero Alfa Romeo, che attraverso due carburatori orizzontali, sviluppati da Weber, riuscivano a erogare 82 kW. La meccanica del tutto ripresa dalla Giulia, compresi freni a disco, cerchi in lega di magnesio, e sospensioni indipendenti, permettevano a questo nuovo bolide di raggiungere una velocità di punta di 215 Km/h.

Su tutto la sua forma molto particolare, diversa dal solito, permetteva a quest’auto di essere subito riconosciuta proprio grazie all’accurato studio sull’areodinamicità delle forme svolto da Wunibald Kamm, famoso ingegnere diventato conosciuto in seguito proprio per la classica “coda tronca” che aveva ideato per permettere un migliore “taglio dell’aria” da parte delle vetture.

Naturalmente questo modello molto particolare prodotto dal 1963 fino al 1965, vide la creazione in serie di pochi esemplari, per la precisione 112, ed anche in gara vinse pochi trofei, più precisamente una singola competizione all’Autodromo di Monza, che fece intendere la potenza di determinate scelte tecniche, segnando il passo per gli immediati modelli successivi, che da questo primo prototipo presero spunto per migliorare la serie TZ, che successivamente riprese lustro con la successiva versione Alfa Romeo TZ2.

Questo prototipo già nel 1963 quindi, rappresenta parte della voglia di Alfa Romeo di testare e provare nuove vie, utili e coltivare i sogni di forme e prestazioni sempre migliori. Questa prima TZ infatti non è da subito riconosciuta come un’Alfa Romeo da tutti per via delle linee non consuete, ma con la sua diversità ha contribuito a fare di Alfa Romeo il grande marchio che è stato ed è oggi.