Sergio Marchionne, storia di un grande successo

Marchionne visita Google, Apple e Tesla

Beffeggiato, criticato, insultato fino a poco tempo fa ed oggi un gigante tra i nani del Belpaese: Sergio Marchionne.

L’Italia ancora oggi più di prima, produce auto, è attiva sui mercati mondiali ed è invidiata per una serie di risultati che anche i più scettici fino a poco tempo fa non credevano raggiungibili nemmeno lontanamente.

Un’azienda che fino a qualche anno fa lottava contro il fallimento e la svendita, ma grazie alla tenacia del suo amministratore delegato è riuscita a sopravvivere e soprattutto a rilanciarsi alla grande.

Marchionne è stato bravo a scommettere sul rilancio di marchi premium come ad esempio Maserati. Nel 2014 ha venduto 37 mila unità con un incremento del 136 per cento sul 2013, ovvero numeri più che raddoppiati. I risultati in questo 2015 per il brand sono ulteriormente in crescita. Nello stabilimento di Grugliasco, dopo parecchi anni di cassa integrazione, oggi trovano lavoro tremila persone. Un brand destinato ancora a crescere grazie ai nuovi Suv Levante e Alfieri.

Ottimi anche i risultati per il brand Jeep, ulteriori vetture prodotte in Italia. Mediamente una nave a settimana trasporta 3mila Renegade negli Usa. A Melfi da seimila dipendenti si è passati a ottomila.

Ultimo punto da portare ancora a compimento: il rilancio del mitico brand Alfa Romeo. Il 24 giugno la presentazione della Nuova Alfa che nei primi mesi del 2016 dovrebbe debuttare sul mercato, non solo italiano ma su quello globale. Alfa Romeo è infatti un marchio destinato a conquistare l’America. Qualità, design e motori saranno i requisiti delle nuove Alfa, un mix che dovrà risultare perfetto per contrastare i blasonati brand tedeschi. L’obiettivo ambizioso dei vertici è di riuscire a vendere 400mila auto nel 2018 a seguito di un lancio complessivo di ben otto nuovi modelli.

Senza dimenticare che a Termoli nei giorni scorsi Marchionne ha comunicato l’inizio della produzione di due motori per le nuove Alfa che porterà a nuove assunzioni per circa duemila posti di lavoro. Infine Pomigliano, dove la produzione della Panda impiega duemila dipendenti con numerosi sabati di straordinario per l’elevato numero di richieste.

Per ultimo la compagnia Grimaldi che ha ordinato cinque nuove navi in previsione del lancio di Alfa Romeo in America. Cinque enormi piattaforme che saranno in grado di trasportare settemila vetture ciascuna.

Insomma la nascita di FCA, le vendite record negli Stati Uniti e l’effetto diretto per gli stabilimenti italiani: fatti, non parole.

  • wissender

    Speriamo che riesce e che si va sempre a migliorare questo rilancio di FCA, con il rilancio parallele della industria italiana.

  • umberto

    in un paese abituato agli accordi sottobanco indubbiamente un soggetto come Marchionne non piace. Ha sicuramente fatto un’opera unica, è riuscito a salvare la fiat dal fallimento e riportare l’auto Italiana a livelli adeguati. Certamente vi sono stati due tipi di critiche, quelle politico sindacali perché erano consapevoli che sarebbe riuscito negli obbiettivi e, dato che loro “sguazzano” nelle difficoltà delle persone, la cosa non gli faceva piacere e quelle ideologiche per carenza di capacità intellettive. Entrambe sono patetiche. L’Italia, per fortuna, è una democrazia e quindi è giusto che le persone possano criticare, dopodiché Marchionne ha dimostrato e sta dimostrando che lavorando seriamente si possono risolvere i problemi e quindi sarebbe ora che i vari politici, sindacalisti e soggetti ideologizzati invece di criticare iniziassero a lavorare…… andrebbe meglio anche l’Italia!