Alfa Romeo 158: Storia e caratteristiche dell’automobile

L'Alfa 158, la macchina che rappresenta parte della storia in Formula 1 per Alfa. Un bolide pluri-iridato. Scopriamo la sua storia e le caratteristiche.

Alfa 158

Continuano i nostri approfondimenti che riguardano le vecchie glorie di Alfa Romeo. Dopo aver visto e conosciuto diversi aspetti tecnici su modelli più recenti come Alfa 156 oppure l’intramontabile Alfa Giulietta, oggi ci occuperemo di approfondire la conoscenza di una vecchia gloria della Formula 1 in Alfa, facendo un tuffo in un passato ancora più lontano, scrivendo della mitica Alfa Romeo 158.

Ripercorrere il passato di questa automobile è una cosa che per noi di ClubAlfa significa emozione. Una delle automobili che ha segnato non solo la storia di Alfa, ma di tutto l’automobilismo italiano, soprattutto della Formula 1.

Il valore storico di Alfa 158

Siamo nel 1938, mentre nel mondo la seconda guerra mondiale era alle porte, il progettista Modenese Gioacchino Colombo decide di dare forma ad una nuova automobile, e sulle tracce della nuova organizzazione ideata da Enzo ferrari per l’appena rivisto reparto corse di Alfa, prende forma un nuovo e promettente progetto dal nome Alfa Romeo 158.

Questa automobile, pensata in esclusiva per le gare di Formula 1, è stata pensata per vincere e stracciare le altre case automobilistiche, visto che rappresentava il top della tecnologia meccanica di quei tempi.

8 cilindri rombanti uniti a un motore di 1,5 litri (da cui poi prende la sigla 158) che già dalla prima gara effettuata il Agosto del 1938 sul circuito di Montenero a Livorno, stracciò la concorrenza, guadagnandosi il primo ed il secondo posto. In due anni continuarono i successi anche in altri diversi GP, ma nel 1940 fu tutto fermato. La seconda guerra mondiale infatti arrivò in Italia e nel resto del mondo, e i tecnici di Alfa pensarono bene di nascondere quelle creazioni così evolute e preziose.

Alfa, per tutto il periodo della guerra, riuscì a tenere nascosti sia gli esemplari che i progetti delle auto, e nel 1946, con la ripresa delle gare automobilistiche, furono rispolverati ed aggiornati i progetti con potenziamenti apportati al motore che aumentarono i cavalli dell’Alfa 158 da 225 a 255.

Le vittorie di Alfa 158

Da quel momento in poi per l’Alfa 158 è un susseguirsi di successi. Già nel primo GP di Ginevra del 1946, dopo lo stop della guerra, Alfa 158 mostra già un altro passo rispetto alle rivali. I giornali di allora parlavano di “riscatto italiano” e un anno dopo addirittura, vennero fatti paragoni con la mitica Alfa P2, ricordando come anche allora i piloti potavano godersi una vittoria molto facilmente.

Per Alfa si tratta di un periodo d’oro per la loro vettura e per la Formula 1. Nel 1950 infatti la F.I.A. ideò il primo Campionato Mondiale Piloti, e li fu successo immediato per il team Alfa e per i singoli piloti che guidarono nel 1950 l’Alfa 158.

Un anno lunghissimo, in cui 3 piloti su l’Alfa 158 si diedero battaglia a suon di vittorie e GP vinti. Nomi come quello di Manuel Fangio, Giuseppe Farina e Luigi Fagioli si contesero il primo titolo piloti fino all’ultima gara della stagione. Furono disputate diverse gare, e fino all’ultimo Fangio e Farina si contendettero il campionato del mondo. Nell’ultima gara il cambio dell’Alfa di Fangio si guasta, e costringe il pilota a fermarsi e riprendere con un’altra vettura, ma il distacco ormai è troppo, e Farina si aggiudica il primo posto. Fangio arrivò secondo e “l’eterno secondo” Fagioli concluse terzo la stagione.

 

La conclusione e la nuova rinascita

Con l’intenso campionato appena concluso, anche l’Alfa 158 concluse la sua storia. Dal 1951 infatti al suo posto nacque l’Alfa Romeo 159. Diversi accorgimenti meccanici introdotti, e un motore che dai 250 CV passò a ben 425 grazie ad un alimentazione a doppio stadio.

Una storia che per Alfa 158 quindi non termina, ma in realtà si evolve e regala ancora grandi soddisfazioni ad Alfa. Tutt’oggi l’Alfa 158 è tra le macchine che può vantare il titolo di imbattuta in una gara sportiva, ed ancora oggi il ricordo di quel Campionato del 1950, a distanza di 65 anni, accende la passione nei cuori di milioni di appassionati Alfa e non solo.