Maserati: A Grugliasco torna la cassa integrazione

Maserati grugliasco

Sul finire della scorsa settimana, Maserati ha annunciato un importante modifica al suo principale stabilimento produttivo, ovvero Grugliasco, dove ad oggi vengono prodotte tutte le unità vendute di Maserati Ghibli e Maserati Quattroporte. Stando a quanto annunciato da azienda e sindacati, a Grugliasco farà ritorno la cassa integrazione per una settimana ogni quattro e si abbandonerà il precedente piano di produzione, stabilito a settembre dello scorso anno, che si basava su 12 turni di lavoro.

Nella nuova struttura di lavoro, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 23 di marzo, i turni di lavoro saranno ridotti a 10 e, come detto in precedenza, ci sarà il ritorno della cassa integrazione per una settimana ogni quattro. Di certo la notizia non farà felice i lavoratori dello stabilimento di Grugliasco che puntano tutto sul piano di crescita di Grugliasco ed, in particolare, sulla crescita della produzione di Ghibli e Quattroporte, le due vetture che, in attesa dell’arrivo del nuovo SUV Maserati Levante, rappresentano i punti di riferimento del piano di sviluppo dell’azienda italiana.

Maserati Levante

La Fiom, in una nota rilasciata dopo l’incontro con i vertici di FCA, ha spiegato che “La decisione a una riduzione dei programmi produttivi e dei volumi. E’ positivo che ci sia una rotazione tra tutti i lavoratori e che si eviti il ritorno in cassa integrazione a zero ore dei 500 addetti distaccati dalla Carrozzeria e dagli altri stabilimenti del gruppo“. Da FCA evidenziano, invece, come si tratti di “Un periodo temporaneo di stabilizzazione produttiva“. Ricordiamo che a febbraio, lo stabilimento di Grugliasco era rimasto fermo per diversi giorni a causa dei ritardi di alcuni fornitori.

Questo cambiamento nel sistema di produzione di Grugliasco, che di certo non può essere giudicato in modo completamente positivo, lascia però aperta la possibilità di un futuro incremento di produzione, probabilmente intorno al periodo estivo, che porterebbe per i dipendenti Maserati di Grugliasco, una nuova modifica del piano di produzione con conseguente abbandono della cassa integrazione.

Maserati Ghibli

C’è da dire che, nell’ultimo anno, Maserati ha registrato un notevolissimo incremento di produzione grazie al successo della Maserati Ghibli, simbolo del nuovo piano industriale di Maserati che terminerà nel 2018, e della nuova generazione della Quattroporte. L’obiettivo di Maserati è noto ed è rappresentato dal target delle 75 mila unità vendute al mondo. In attesa del SUV Levante, che debutterà soltanto sul finire dell’anno in corso, il cuore delle vendite di Maserati è rappresentato proprio dalla Ghibli e della Quattroporte. Per ora non ci resta che attendere i prossimi mesi per verificare se, effettivamente, la produzione delle due vetture tornerà a salire dopo questo assestamento che, secondo quanto riferito dai portavoce dell’azienda, può essere definito consequenziale alla notevolissima crescita della domanda avvenuta negli ultimi mesi. Maggiori dettagli in tal senso dovrebbero arrivare verso l’inizio della prossima estate.

 

  • Alfonso

    Il prodotto è buono anzi è un’eccellenza italiana apprezzata in tutto l mondo..i ricchi non mancano ed il settore lusso cresce sempre..e cosa mi succede adesso ??che calano le vendite!!! Ma se la Mercedes Classe S fa da sola 100 mila vetture all’anno..allora qui c’è una sola spiegazione: FCA le sa fare molto bene queste super berline sportive ma NON LE SA VENDERE……….. SVEGLIAAAAAA

    • wissender

      Penso che hai proprio ragione, non li sanno vendere, e nell’ mondo non si fanno rispettare a dovere, anche perche la Fiat si e venduta troppe volte.
      Allora non solo che i concurrenti non li prendono su serio, ma hanno tante strategie vincente a distrugere ogni marketing della Fiat Chrysler, sopratutto i tedeschi.
      E loro non se ne vogliano accorgere, no adiritura mettono un’ tedescho come super manager, che viene poi dalla VW.
      Facendo cosi riescono pero a vendere L’italia e questo non per il prezzo di una Ferrari, ma per quattro soldi.
      Seguendo forse l’esempio di giuda.

      • Alfonso

        Ma questo è un problema che c’è almeno da 30 anni. Tempi in cui Fiat vendeva tanto a tante fasce di clienti lungo lo Stivale. Non si sono curati di imporsi fuori dall’Italia: le andava bene così..si sono sempre accontentati!! Oggi invece con tutti i competitors a livello globale chi resta indietro rischia di sparire.E’ chiaro che la fusione con Chrysler è stata un’ottima mossa..ma non basta.Secondo il mio modesto parere ci andrebbe una bella fusione con Honda o Suzuki per allargarsi ad oriente..chi vivrà vedrà!!

        • wissender

          Vero, e confermo