Ferrari, va via Montezemolo e si chiude un’era

Ferrari Montezemolo

Il burrascoso passaggio di consegne in casa Ferrari che ha portato Sergio Marchionne a prendere il posto di Montezemolo alla guida dello storico marchio di Maranello ha segnato, inesorabilmente, la fine di un periodo storico per la Ferrari che, a conti fatti, può essere considerato un vero e proprio successo per l’azienda, dal punto di vista commerciale. Nel suo periodo di presidenza, infatti, Montezemolo ha imposto dei precisi paletti che hanno indicato lo sviluppo del brand Ferrari che è cresciuto nel segno dell’esclusività.

Con un limite di 7 mila vetture l’anno ed un ciclo di vita di ogni modello pari a quattro anni più altri quattro dopo un puntuale restyling di metà carriera, il mondo Ferrari sotto la presidenza Montezemolo è diventato sempre più esclusivo. Lo scarso interesse per i volumi di vendita è andato di pari passo alla crescita dei margini di guadagno, del fatturato e degli utili.

Stando agli ultimi dati a disposizione, infatti, il fatturato di Ferrari al 30 giugno è pari a 1348,6 milioni di euro con una crescita del 14.5% rispetto allo scorso anno ed un utile della gestione ordinaria di 185 milioni di euro (+5,2%), il più alto della storia Ferrari per quanto riguarda il primo semestre di un anno fiscale. Nei primi sei mesi del 2014 il numero di esemplari venduti è diminuito, su scala mondiale, del 3.6% ma il carattere sempre più esclusivo delle auto Ferrari si traduce in un valore aggiunto che rende vincente una vera e propria filosofia di business.

Il passaggio da Montezemolo a Marchionne dovrebbe segnare una riconferma di questa filosofia, sempre più attaccata alla tradizione del marchio Ferrari che mira all’esclusività per generare ricavi e margini di profitto. Marchionne ha già confermato, ribadendo quanto detto a suo tempo da Montezemolo, che mai verrà realizzato un SUV Ferrari e che il futuro delle auto di Maranello passa per nuove motorizzazioni turbo che hanno debuttato alcuni mesi fa sulla nuova Ferrari California T.