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Fiat Chrysler, il diritto di recesso costa 463 milioni

La fusione Fiat Chrysler costerà alla casa italiana la cifra di 463 milioni di euro, a causa del diritto di recesso che vede protagonisti gli azionisti non favorevoli all’unione.

La tanto acclamata nascita di Fiat Chrysler può finalmente avere inizio senza intoppi, con l’approdo a New York previsto per la metà di ottobre 2014, con quotazione in borsa al Nyse della nuova società Fiat Chrysler Automobile.

Intanto, però, Fiat ha dovuto fare i conti con gli azionisti non favorevoli all’unione con Chrysler, che secondo la legge in vigore sul diritto di recesso andranno ora rimborsati. La cifra, tuttavia, è sotto la soglia massima fissata dalla casa italiana: 463,3 milioni di euro contro il mezzo miliardo preannunciato. I numeri totali parlano di 60 milioni di azioni, con valore di liquidazione pari a 7,727 euro.

Nella giornata di domani avrà inizio l’offerta delle azioni sulle quali è stato applicato il diritto di recesso, nei confronti degli azionisti Fca che avranno tempo fino al prossimo 6 ottobre. Per quanto riguarda le azioni non vendute, la Fiat Chrysler avrà 180 giorni di tempo dal diritto di recesso, prima che scatti l’obbligo di acquisto da parte della nuova società.

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