Alfa Romeo di Mussolini battuta all’asta per 180mila euro

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Forse non molti sanno che fra gli alfisti più famosi della storia c’è anche il Benito Mussolini che aveva già allora il pallino per il made in italy preferendo il biscione alla nazista Volkswagen del suo amico  e alleato Hilter. Per la precisione il duce possedeva una  6c 2300B che divenne poi l’Alfa Romeo di Mussolini.

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Alfa Romeo di Mussolini 6c 2300B

A dire il vero l’auto non venne prodotta per il duce ma per il Re d’Italia nel 1937 che la voleva come auto per le sue parate d’onore ma successivamente Mussolini rimase colpito positivamente dal biscione e decise di farla sua, rubandola effettivamente al Re. Purtroppo l’Alfa Romeo di Mussolini non si presenta in ottime condizioni ma gli esperti affermano che dopo un costoso e lungo restauro a causa della storia del modello potrebbe venire battuta all’asta anche per mezzo milione di dollari.

Dopo la guerra, il mezzo era “scomparso” per circa 70 anni. Inizialmente venne acquistato da un meccanico di Roma nell’ottobre del 1945, poi fu venduto a Alessandro Dudan, già senatore del Regno, che decise di nasconderla ai soldati americani. Dudan fece poi murare l’auto in uno dei suoi garage, dove sarebbe restata per 15 anni, prima che la riuscisse a trovare suo figlio. Solo recentemente la famiglia Dudan ha accettato di vendere l’auto, che è stata infine messa all’asta dalla società Aiolfi & partners. L’asta che si è tenuta a Carpiquet, nella bassa Normandia ha visto vendere l?alfa Romeo di Mussolini per ben 180.000 euro, cifra inferiore alle stime di 215mila euro proposta dal venditore. Per fortuna l’auto è finita in mano ad un museo russo che la restaurerà e renderà fruibile al pubblico entro 2 anni.

 

  • Tenerone

    Museo Russo? Ma lo sanno i russi cos’è un’ALFA ROMEO ma soprattutto i russi di oggi SANNO di chi era? Mah….quest’auto DOVREBBE stare in mano degli Italiani altro che i russi…

  • Francesco Vassallo

    Si conoscevo il particolare che Benito Mussolini aveva una ammirazione per le Alfa Romeo e questa ammirazione la condivideva con Gabriele D’annunzio o Gabriele d’annunzio come usualmente si firmava.