Autovetture storiche: districarsi con la burocrazia

tassa circolazione

Partiamo dal presupposto che l’iscrizione di un’autovettura nei registri al fine di farle acquisire il titolo di “storica” sia un valore aggiunto, un giusto riconoscimento ad un veicolo che ha fatto la Storia della motorizzazione del nostro Paese.
Diciamo poi che la normativa vigente in materia è piuttosto complessa e spesso mal interpretata.

Troppo spesso l’italica abitudine a cercare scorciatoie per poter trarre un vantaggio economico da qualsiasi cosa, ha portato negli ultimi tempi ad una serie ed importante dibattito sullo status di “vettura d’epoca e storica” e relativi benefit.
Come sappiamo in Italia il “bollo auto” è particolarmente elevato, ben superiore alla media europea. Pensiamo poi all’IPT, al costo di una polizza assicurativa o all’assurdità di avere un doppio registro (il PRA nello specifico) che rappresenti l’anagrafe dei proprietari di vetture. Ecco, tutto questo ha portato ad uno scorretto rilascio delle agevolazioni fiscali concesse a chi possiede un autoveicolo iscrivibile ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia o FMI.
Sia chiaro, le colpe non sono certo da ricercare tra gli Enti che hanno rilasciato le certificazioni; il problema è che in tanti hanno approfittato della giungla normativa cercando di risparmiare qualcosa, magari comprando un’auto “vecchia” e facendola passare per autovettura di interesse storico.

Tutto questo è accaduto per anni, con pacifica presa d’atto degli organi che sono preposti al rilascio delle certificazioni che, accertata la bontà delle condizioni del veicolo e preso atto della regolare posizione documentale delle vetture, hanno rilasciato le relative certificazioni di storicità inserendo vettura e persona fisica tra i soci aderenti.
Nello specifico, sempre riferendoci all’aspetto fiscale e assicurativo, i possessori di Alfa Romeo almeno ventennali e quelli in possesso di una vettura rientrante nelle liste chiuse del RIAR, oggi hanno la possibilità di accedere alla certificazione della propria vettura. Questa procedura apre le porte alla successiva riduzione del “bollo auto” da versare alla Regione da corrispondere in misura notevolmente inferiore a quanto previsto per le altre vetture non rientranti nelle predette categorie. Questo avviene in Lombardia, come in altre regioni della penisola.

Parlando poi dell’aspetto assicurativo, vi sono compagnie che dedicano un ramo importante della propria attività al settore storiche. Ad esempio, lo stesso Registro Italiano Alfa Romeo ha da alcuni anni avviato la collaborazione con un importante gruppo assicurativo volto a riservare particolari favorevoli condizioni alle vetture iscritte al Registro. Analoga indipendente iniziativa, a volte associata ad altri sodalizi locali, viene portata avanti da altre società attraverso agenzie dislocate sul territorio.

assicurazioni autoIl costante incremento di iscrizioni di autovetture appena ventennali, però, a medio-lungo termine, potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per tutti i veri appassionati di vetture d’epoca che potrebbero essere privati di un leggero vantaggio economico derivante dai predetti benefici. Il vero appassionato, è chiaro, non abbandonerà la propria storica ma sicuramente per molti sarà necessario rinunciare a “quell’hobby” un po’ costoso che è oggi rappresentato dal possedere un’auto d’epoca, magari ereditata da un congiunto e mantenuta con estremi sacrifici.
A noi appassionati, quindi, non resta che sperare in un ammodernamento della normativa vigente che renda più vicina la gestione della materia fiscale e assicurativa derivante dal possesso di vetture a quanto avviene nel resto d’Europa.

Per avere tutte le informazioni utili sulle agevolazioni e la modulistica necessaria  per l’iscrizione del veicolo nel Registro Italiano Alfa Romeo consultare il sito www.riar.it