5 miliardi per l’Alfa Romeo: bisogna crederci?

Come promesso nella giornata di ieri vi abbiamo presentato il nuovo piano quinquennale del nuovo gruppo FCA, per  chi non lo avesse letto eccovelo linkato. Noi di Club Alfa abbiamo passato buona parte della giornata ad informarci per voi lettori ed eccovi il risultato. Per prima cosa, prima di iniziare vogliamo ricordarvi che non è oro tutto ciò che luccica e presto ne capirete il motivo.

A 5 miliardi di Euro ammonterebbe l’investimento totale dedicato ad Alfa Romeo.

5 milardi

 

Come già detto ieri, sembrerebbe che Sergio Marchionne abbia intenzione di investire addirittura 5 miliardi di Euro per il rilancio dell’Alfa Romeo. Questi 5 miliardi dovrebbero essere spalmati nel arco dei 5 anni quindi fino al fatidico 2018 (data secondo cui il gruppo dovrebbe raggiungere tutti gli obbiettivi prefissati). Altra nota abbastanza positiva per noi Italiani riguarda la produzione dei futuri modelli, infatti dovrebbero essere tutti prodotti in Italia, ma il condizionale è d’obbligo perchè abbiamo già visto il risultato delle promesse del nostro caro Amministratore Delegato Italo-Canadese. Ma effettivamente qualcosa potrebbe essere cambiata infatti Wester ha ammesso pubblicamente i diversi errori commessi negli anni dalla dirigenza, e si sa ammettere un problema è il primo passo per risolverlo. Quindi la soluzione trovata dai “pezzi grossi” dell’amministrazione è stata quella di creare un nuovo team di sviluppo, guidato da 2 ingegneri ex-Ferrari (quindi il meglio del meglio) e con 200 ingegneri con degli ottimi curricula, inoltre questo gruppo potrebbe crescere fino a 600 unità entro il 2015 (in pratica ci saranno più ingegneri che operai). Il compito di questo team è quello di sfornare ben 8 nuovi modelli entro il 2018.  Obiettivo di questo gruppo di lavoro – ha continuato Wester – è quello di sviluppare le migliori architetture (scocche e sospensioni) con trazione posteriore e integrale nelle singole categorie, e produrre le vetture interamente in Italia. È previsto lo sviluppo di cinque famiglie di motori: quattro cilindri a benzina “piccoli”, con potenze tra 120 e 180 cavalli; più grossi, tra 180 e 350 cavalli, e sei cilindri da 400 a 500 CV. I diesel saranno invece a quattro cilindri (tra 100 e 200 cavalli) e a sei (da 250 a 350 CV). Andiamo ad analizzare la grafica per capire meglio la situazione.

Alfa-Romeo-piano-prodotti-2014-2018

Per quest’anno  non sono previsti nuovi modelli (non una bella notizia considerando l’esiguo parco auto in vendita), e quindi mettetevi assolutamente il cuore in pace fino alla fine del 2015 ovvero fino a quando non verrà presentata la nuova media. La Giulia infatti sarà la prima auto che uscirà dal investimento di 5 miliardi di euro.  Nel breve periodo non è previsto alcun restyling della gamma MiTo che probabilmente verrà ritirata dal mercato. Ma è solo verso la fine dei 5 anni che vedremo la maggior parte dei modelli annunciati. Ad esempio la Giulietta verrà sostituita da una berlina di lusso erede della mitica 166, ma in quel biennio verranno anche presentati 2 nuovi SUV di taglia piccola e media, ed infine una nuova super sportiva che si affiancherà (o sostituirà) la 4c.

Ma veniamo ora alle note dolenti.

Dobbiamo veramente credere a tutto quello che Marchionne ha voluto farci credere? Siamo sicuri che verranno ben 5 miliardi solo per l’Alfa Romeo?pinocchio-sergio-marchionne-bugia-fabbrica-italia Cosi su due piedi la risposta che mi viene da darvi è NO, infatti abbiamo già visto come sono affidabili i piani industriali di questo amministratore delegato. Vi ricordate pochi anni fa le grandi promesse del progetto fabbrica Italia? Vi ricordate quando questo signore era addirittura andato in parlamento a rassicurare gli italiani cercando di scucire qualche incentivo? Bene io me lo ricordo come se fosse ieri e mi ricordo anche che fra quelle promesse nemmeno una è stata mantenuta, eccetto quella di peggiorare le condizioni di lavoro degli operai in cambio di investimenti mai visti. Quella dell’altro giorno mi è sembrata una presa in giro. Infatti qualunque italiano è in grado di dare stime di miglioramenti agli azionisti, persino mia nonna è capace a dire che il prossimo anno venderà 8 milioni di auto in più di quest’anno. Ma il problema non è dirlo ma è riuscirci, e purtroppo in Italia la FCA ha perso credibilità. Sono diversi i fattori che dovrebbero farci storcere il naso. Primo fra tutti le date per i nuovi modelli ovvero fra più di due anni, cosi da poter calmare gli azionisti per un paio d’anni. Poi per carità, personalmente auguro un mondo di bene a tutta la dirigenza, e spero vivamente che queste proposte non siano solo proposte ma si trasformino in fatti. Per finire voglio dedicare 2 righe alla  futura morte del marchio Lancia. Futura morte perchè non gli è stata dedicata nemmeno una slides, e trattare cosi un marchio storico non è bello. E non lo dico solo perchè mio nonno fu operaio Lancia a Nichelino, ma perchè se la nuova dirigenza deicide di dismettere da un momento all’altro un marchio prestigioso e ricco di storia come quello Lancia, in un prossimo futuro potrebbe accadere la medesima cosa con l’Alfa Romeo o la Fiat.