Alfa Romeo e Maserati: Reid Bigland li vuole fedeli al proprio DNA

Alfa Romeo e Maserati Reid Bigland
Alfa Romeo alfa Romeo e Maserati Reid Bigland

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato di un’intervista rilasciata al mensile inglese ‘Car’ da parte del numero uno di Alfa Romeo e Maserati, Reid Bigland. Il nuovo amministratore delegato che ha preso il posto di Harald Wester alla guida dei due brand italiani ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda le due case automobilistiche italiane. La cosa che ha fatto più impressione di questa intervista è stato il fatto che l’importante dirigente lanciato in Fca da Sergio Marchionne, non ha voluto parlare di numeri di vendita.

Questo rappresenta una novità rispetto a quanto avveniva nel passato. Rispetto a quanto detto tante volte dallo stesso Sergio Marchionne, che spesso ha ribadito che gli obiettivi per Alfa Romeo e Maserati sono il raggiungimento rispettivamente delle 400 mila e 70 mila vendite entro il 2018, Reid Bigland parla diversamente. Egli infatti ha rivelato che non gli importa i volumi di vendita che i due brand di Fiat Chrysler Automobiles riusciranno a garantire nei prossimi anni.

Quello che conta veramente è che questi due marchi che hanno fatto la storia dell’automobilismo, rimangano comunque sempre fedeli a quello che può essere considerato in un certo qual modo il loro DNA. Solo questo a detta del top manager di FCA può garantire ai due marchi di raggiungere il successo nel lungo periodo. Insomma quello che Bigland vuole dire è che il rilancio di Alfa Romeo e Maserati non va visto come un qualcosa di paragonabile ad uno sprint ma bensì ad una maratona, essendo una scommessa che va vinta nel corso del tempo.

Insomma le parole del numero uno di Alfa Romeo e Maserati sembrano far presagire un cambio di rotta rispetto al passato con meno annunci sui numeri e più sostanza. Quello che Reid Bigland ha però voluto ancora una volta ribadire e che queste due case automobilistiche italiane anche in futuro continueranno ad essere le paladine del Made in Italy automobilistico. Dunque a differenza di quanto avviene con altre aziende italiane, la loro produzione avverrà sempre dentro i confini italiani.

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Reid Bigland ritorna anche su alcune questioni del passato. L’amministratore delegato di Alfa Romeo e Maserati torna infatti a parlare dell’idea che alcuni anni fa si era diffusa in Fiat Chrysler, sulla possibilità di realizzare un Suv Maserati su base Jeep a Detroit. Il top manager conferma che questo se fosse avvenuto sarebbe stato un grandissimo errore, capace di distruggere il brand. Ma per fortuna le cose non sono andate così e dunque il marchio del Tridente è ancora nelle possibilità di rilanciarsi nel segmento premium del mercato auto.

Bigland dice anche che i due marchi non si sovrappongono, infatti per quanto riguarda i prezzi, dove si ferma uno comincia l’altro. Egli si sofferma anche sull’utilizzo di alcune vetture di Alfa Romeo e Maserati di motori di derivazione Ferrari. Questo secondo l’amministratore delegato è motivo di grane prestigio e d’immagine.  A proposito di Maserati, il Ceo evidenzia i progressi fatti rispetto a 5 anni fa quando si erano vendute appena 6500 unità in un anno. Adesso invece quest’anno dovrebbe chiudersi grazie al Levante tra le 35 mila e le 40 mila unità vendute.

Il Ceo di Alfa Romeo e Maserati parla anche della coupè Alfieri, rivelando che il suo progetto non è stato abbandonato e presto arriveranno novità importanti. Alfa Romeo con Stelvio e Giulia dovrebbe vedere una crescita esponenziale delle vendite in attesa degli altri modelli che presto sbarcheranno. A proposito di Stelvio, l’amministratore si augura possa fare il giro di pista record al Nurburgring per quello che concerne la sua categoria.

 

  • Francesco Vassallo

    Le idee di Reid Bigland sono molto condivisibili. Con la Stelvio si farà un altro salto in avanti sul mercato. Con l’ulteriore rinnovamento della gamma Giulietta si farà un ulteriore progresso.
    Penso che meglio di così non si possa andare. Chiaro che tutto questo disturba i piani delle tre marche premium tedesche dato che consideravano l’Alfa Romeo ormai una concorrente di poco conto tanto da volerla acquistare a prezzo di liquidazione. Da quello che leggo sulle testate giornalistiche tedesche non fanno mistero di un certo disappunto per il ritorno in grande stile del nostro marchio ed è chiaro che non poteva essere altrimenti. La pacchia è finita!

    • Gilgamesh Istar

      Francesco la pacchia non è finita. Tu guarda in Italia, vista la Giulia, Audi non dovrebbe (nella categoria D) vendere nemmeno un triciclo: eppure fai la conta e vende un casino: vero è che mancano ancora delle motorizzazioni per Alfa. Non mi sbalordirei di vendere più Giulia in Germania che in Italia. Siamo troppo esterofili. Ma al di la di questo la Giulia è una bestiaccia coi fiocchi e il tanto criticato Marchionne ha fatto un’impresa titanica. Lo paragono solo a Steve Jobs (ove per altro non amo i suoi prodotti) ma è stato un grandissimo.

      • umberto

        audi e il resto delle cariole continueranno a vendere bene in Italia, ma l’arrivo della Giulia scombussolerà comunque il mercato e d’altronde i dati di vendita lo dimostrano chiaramente.
        Saranno anche poche, attualmente, le vendite, ma sono comunque una riduzione di volumi dei marchi stranieri, quindi un buon inizio.
        Per quanto riguarda Marchionne è criticato esclusivamente dai vari ignoranti ideologizzati, perché se uno ha un minimo di sale in zucca capirebbe che se non arrivava lui la fiat sarebbe sparita, dopodiché può piacere o meno, ma sono indubbie le sue capacità.

        • Gilgamesh Istar

          Adesso il prodotto buono c’è. Speriamo di essere meno coglioni e di saper comprare (macchine FCA) … e non dimentichiamoci di Maserati (la mia macchina del cuore, la Ghibli). Io son qui a chiedermi come ca..o fa la Hyunday a vedere quei bufali di macchine senza anima, e la Renault con quei musi da coleottero: eppure vendono. In ogni caso il 290 cv Giulia è una follia.. Vabbè forza FCA forza Marchionne, ribadisco, tanti se avessero un minimo di palle dovrebbero recitarne di mea culpa: anzichè rompere le balle davanti ai cancelli delle fabbriche: ma questa è altra storia.

        • Paolo Guidi

          Quoto tutto , sempre più d’accordo e quello che rincuora sono i numeri delle immatricolazioni che continuano a crescere . Finalmente Inziamo a vedete i frutti di tanto lavoro . E il meglio deve ancora arrivare! !!

          • umberto

            Sicuro, è solo l’inizio di questa nuova fase dell’Alfa e sicuramente vi saranno ulteriori miglioramenti, dopodiché sono convinto che raggiungeranno gli obiettivi!

      • Francesco Vassallo

        Fondamentalmente d’accordo considerando che la nostra benamata marca parte con un notevole ritardo e con un retaggio non proprio positivo risalente alla fama sulla scarsa qualità. Detto questo la china non si risale in un giorno ma nel tempo. La strada comunque è quella giusta.