Fiat Chrysler dieselgate

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Dieselgate: nuovi sospetti su Fiat dalla Francia, ritorna l’incubo?

Arrivano brutte notizie per Fiat Chrysler Automobiles dalla Francia. Il gruppo italo americano dell’automobilismo ripiomba nuovamente nell’incubo del dieselgate. Infatti in Francia il Comitato di esperti istituito dal governo francese per indagare sulle emissioni delle vetture diesel, continuerà il suo lavoro e verranno svolti “ulteriori test” per approfondire gli accertamenti effettuati a fine luglio. Lo ha annunciato Giovedì, Ségolène Royal. La commissione, che si è riunita nel tardo pomeriggio di Giovedì, così come dichiarato dal Ministro dell’Ambiente in un comunicato, si concentrerà in particolare sullo studio del software per la gestione dei veicoli a motore diesel per capire se effettivamente vi sono stati drastici superamenti degli standard. Questi “ulteriori test” dovrebbero interessare un totale di sette veicoli. Questi test, secondo la fonte citata dalla stampa transalpina, sono stati intrapresi dai francesi del Petroleum Institute Energies Nouvelles.

Dieselgate: Fiat 500X con motore diesel avrebbe violato i limiti

Nel corso della riunione, un rappresentante della IFPEN ha reso pubblici i risultati dei test condotti su una Fiat 500X equipaggiata con un motore diesel da due litri. Questi test sono stati eseguiti in base ai diversi protocolli, per rilevare possibili imbrogli sulle emissioni inquinanti, come avvenuto tempo fa’ anche per il gruppo tedesco di Volkswagen. Fiat, che era stato bocciato in base ai risultati dei primi test condotti dal team dello UTAC-Ceram, poi comunicati alla Commissione, ancora una volta avrebbe presentato superamenti sostanziali nei valori relativi alle emissioni di ossidi di azoto (NOx). Queste violazioni, a quanto pare sarebbero fino a dieci volte superiori a quanto previsto dalla legge, secondo i risultati presentati dal capo della IFPEN, Gaëtan Monnier. Altre vetture saranno esaminate dalla IFPEN nelle prossime settimane, tra cui due Peugeot e Volkswagen.

In Francia continuano i test su sette vetture coinvolte nei presunti brogli

Nel fare la sua relazione il 29 luglio, il Comitato ha indicato che non si può escludere che altri produttori come Volkswagen abbiano usato software “imbroglioni”, nonostante le loro smentite. Gli esperti avevano infatti notato che era stato impossibile poter ispezionare a fondo il software di gestione del motore, così come rivelato in una nuova fase che è stata voluta dai membri della commissione e discussa Giovedì notte, come ha annunciato alla stampa transalpina, Ségolène Royal. L’esperienza dell’Istituto Nazionale per la Scienza e Computer Control (INRIA) sarà utilizzata per stabilire un protocollo di controllo che sia oggettivo.

Leggi anche: Fiat: ‘Dieselgate’, arriva la riposta dell’Italia alla Germania

Dieselgate
Dieselgate

“Come nella prima fase di ispezioni effettuate dalla UTAC, i produttori saranno tenuti a fornire spiegazioni sui risultati di questi nuovi test” e “una sintesi di queste indagini supplementari sui motori dei produttori, con le loro relative risposte sarà poi pubblicato alla fine di tutti i test “, ha detto Ségolène Royal. Vedremo dunque cos’altro emergerà da questi ulteriori test che saranno effettuati in Francia nei prossimi giorni e che a quanto pare coinvolgerebbero uno o più veicoli di Fiat Chrysler. 

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