Conviene scaricare l’auto dalle tasse attraverso l’IVA?

Iva e Tasse Auto

Per prima cosa dobbiamo sfatare assolutamente un mito ovvero il vantaggio economico che può portare scaricare l’auto dalle tasse attraverso la partita IVA, infatti sono molti quelli che pensano che scaricare l’auto dalle tasse  sia economicamente vantaggioso ma in realtà come il vostro commercialista (se competente) vi dirà non può sempre convenire.

Scaricare le spese dell’Auto attraverso l’Iva non può sempre convenire.

Iva Auto

Per prima cosa dovete assolutamente sapere che gli acquisti dei veicoli utilizzati nell’attività aziendale o professionale, tra cui anche i motocicli e scooter, possono dedursi solo in minima parte dal reddito e nel limite di un solo veicolo. Questo è dovuto ad alcuni articoli della nuova legge di stabilità che trattano espressamente questo argomento. In particolare le imprese e gli imprenditori possono dedurre dal carico delle  spese solo il 20% della somma che è stata spesa per l’acquisto di autovetture e mezzi di trasporto da parte dei professionisti e delle imprese. Se siete dei risparmiatori abbastanza attenti al vostro portafoglio saprete sicuramente che la spesa per l’acquisto di un auto mezzo non è quella che grava maggiormente sul bilancio economico. Infatti sovente le spese di mantenimento per quest’ultima possono superare quelle dell’acquisto. Purtroppo la legge stabilisce nuovamente che solo il 20% della spesa sostenuta per benzina, bollo, manutenzione ed assicurazione potrà essere detratta. Inoltre la detrazione di  questa spesa si applica solamente  all’effettivo prezzo del bene, entro comunque una soglia massima prefissata dalla legge  a seconda del tipo di veicolo:

  •  Euro 18.075,99 per le autovetture e gli autocaravan;
  •  Euro 4.131,66 per i motocicli;
  •  Euro 2.065,83 per i ciclomotori;

Ma se siete più fortunati e fate parte della categoria degli agenti e rappresentati di commercio avrete diritto a  percentuali più alte.  Sicuramente se fate parte delle categorie citate prima conoscerete già i vostri vantaggi ma per tutti gli altri vi elencherò queste agevolazioni. Per prima cosa la spese che possono essere detratte arrivano fino alla percentuale del 80% chiaramente  giustificate dalla maggiore esigenza di utilizzo del veicolo per l’attività. Inoltre il limite detraibile per  l’acquisto dell’auto è limitato fino ad un massimo di 25.822,84€.

Esempio 

Molto probabilmente non vi è chiaro quindi ve lo spiego meglio utilizzando un esempio concreto l’entità del risparmio che il legislatore ha permesso che di fatto si riduce quasi esclusivamente all’IVA.

Prendiamo il caso di un professionista che sconti una imposta sui redditi pari al 30%. Egli intende acquistare un’auto per un valore complessivo di € 50.000,00, di cui € 38.500,00 come corrispettivo ed € 11.500,00 per IVA.

Per prima cosa, il contribuente (ovvero voi) potrà dedurre il 40% dell’IVA pagata per l’acquisto della vettura. Quindi essa corrisponderà a €4.600,00 € risultato ottenuto da 11.500,00 x 40%. Avrete quindi diritto ad un credito di IVA di ben 4.600,00 che potrete compensare emettendo fatture e riscuotendo l’IVA per un importo pari a 4.600,00€

Ma oltre all’IVA potrete anche detrarre come detto precedentemente il 20% del costo del veicolo. Però questa detrazione non potrà essere superiore alla soglia di euro 18.075,99. Con le nuove percentuali previste dal 2013, tuttavia, il risparmio che si avrà è inferiore a € 385,00 l’anno.

Infatti, in base al limite previsto dal legislatore (€ 18.075,99) e alle percentuali di deduzione (20%), se l’autovettura è costata € 38.500,00  più IVA, il professionista potrà dedurre, al massimo, il costo di € 18.075,99 nei limiti della percentuale del 20%, avendo così un costo riconosciuto fiscalmente di euro 7700€ (=38.500 x 20%). Ma tale importo non costituisce ancora l’effettivo risparmio, in quanto esso va sempre calcolato tenendo conto della aliquota d’imposta del professionista. Considerando, a titolo di esempio, un pagamento di Irpef al 30%, il vantaggio fiscale per il professionista che voglia “scaricare” l’auto è pari soltanto a € 2.300 (= 7700 x 30%): somma tra l’altro da ripartire (secondo legge) in ben sei anni, essendo l’autovettura un bene che si utilizza su un lungo periodo. Quindi 2300/6 otterremo la famosa cifra di 385€.  Non proprio un regalone da parte dello stato.

Ma come annunciato prima il vero vantaggio di questo sgravio fiscale non è solamente economico. Come avrete il risparmio attraverso l’IVA non è esorbitante anche se come diceva mia nonna è meglio di un pugno in un occhio. Il vero vantaggio è quello di essere anonimi al Fisco. Evitando quindi i diversi controlli di accertamento sostenuti dalla Guardia di Finanza (già solo per evitare questo stress conviene), in pratica vi renderete invisibili al famoso redditometro, e il tutto utilizzando un metodo assolutamente legale. In pratica cercando di scaricare parte dell’IVA  il neo sistema dell’anagrafe tributaria non segnalerà l’acquisto come  a nome vostro ma sarà a carico dell’azienda. Infine l’ultima utilità che ne potrete ricavare intestando l’auto alla vostra società potrete giustificare meglio è molto più semplicemente e facilmente le spese per l’acquisto e la manutenzione annuale del veicolo attraverso la contabilità fiscale.

Alla fine da quello che avrete capito scaricare l’auto dalle tasse non risolverà i vostri problemi finanziari. Sicuramente conviene perché rispetto ai costi (la parcella del commercialista) i benefici sono alti, ma se avete intenzione di aprire la partita Iva solo per scaricare alcune di queste spese avrete ben capito che il gioco non vale sicuramente la candela.