Fiat Chrysler: per il futuro grande ottimismo e qualche ombra

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Fiat Chrysler Marchionne

Fiat Chrysler guarda al futuro con grande ottimismo, sebbene qualche ombra si stagli all’orizzonte. Ricordiamo che il numero uno del gruppo italo americano, l’amministratore delegato Sergio Marchionne  nel 2014 ha depositato il suo piano quinquennale pensato appositamente per Fca da realizzare prima della sua uscita di scena che avverrà nella primavera del 2019. Il ceo di Fiat Chrysler ha come suo obiettivo primario l’aumento delle immatricolazioni globali per il suo gruppo. Le cose al momento sembrano andare abbastanza bene anche se ultimamente dal Nord America sono arrivate brutte notizie per via di alcuni spiacevoli episodi che si sono verificati negli ultimi tempi.

Secondo Sergio Marchionne gli obiettivi di Fiat Chrysler per il 2018 sono ancora raggiungibili

L’obiettivo di Sergio Marchionne per Fiat Chrysler Automobiles rimane lo stesso indicato nel 2014. I numeri previsti per il 2018 sono ancora oggi realizzabili. Un ostacolo al raggiungimento di questo traguardo però potrebbe arrivare come detto dagli Usa dove Fca si trova in questo momento nel bel mezzo di un caso che potrebbe avere strascichi importanti per Fiat Chrysler. Parliamo dell’indagine federale a causa delle pesanti accuse piovute nei confronti del gruppo di Sergio Marchionne da un concessionario di Chicago che ha accusato l’azienda italo americana di gonfiare i dati di vendita. Nella vicenda è intervenuta anche l’FBI che ha preso parte a perquisizioni e sequestri nei confronti dei dirigenti e degli impiegati di Fca coinvolti nello scandalo.

 

Questa accusa era partita dal concessionario Napleton titolare della Napleton Arlington Heights Chrysler Jeep Dodge Ram,  che ha accusato un manager FCA di avergli  offerto 20.000 dollari per segnalare,  l’immatricolazione di 40 automobili che in realtà non erano state piazzate sul mercato. Secondo Automotive news  non si tratterebbe di un caso isolato ma bensì di un qualcosa che accadeva molto spesso in Fca negli Usa. Sarebbero almeno 5 o 6 mila le vendite gonfiate, questo veniva fatto per impressionare gli azionisti e i soci e garantire che la striscia di 75 mesi consecutivi in cui Fiat Chrysler cresceva sul mercato non si interrompesse.

La morte di Anton Yelchin altra brutta gatta da pelare per Fiat Chrysler

Tra l’altro questa pratica sarebbe molto diffusa nell’ambiente automobilistico, anche altre case automobilistiche molto importanti la mettono in pratica, ma purtroppo negli Usa questo non è consentito. Altra brutta gatta da pelare è la denuncia dei genitori dell’attore di Star Trek, Anton Yelchin, rimasto ucciso nelle scorse settimane dopo essere stato schiacciato dalla sua Jeep Grand Cherokee, un episodio oscuro per Fiat Chrysler Automobiles che aveva richiamato quell’automobile per problemi alla leva del cambio. l’incidente che ha portato alla morte della note star televisiva e cinematografica si sarebbe verificato per via del cedimento del freno a mano. Anche la National Highway Traffic Safety Administration, starebbe indagando sul caso.

Sergio Marchionne Fiat Chrysler
Sergio Marchionne Ceo Fiat Chrysler sino al 2019

Obiettivo primario di Fiat Chrysler il rilancio di Alfa Romeo

Nonostante questi problemi Sergio Marchionne rimane ottimista per il futuro del suo gruppo e soprattutto per il raggiungimento dei traguardi prefissati nel 2014, tra cui ricordiamo vi è l’obiettivo di arrivare a 7 milioni di veicoli venduti. Inoltre viene considerato come primo obiettivo per Fca il rilancio del brand italiano Alfa Romeo che entro quella data dovrebbe arrivare a vendere 400 mila veicoli l’anno, grazie alle numerose novità che giungeranno sul mercato per il Biscione da qui al 2018. L’antipasto di questa innovazione è stato rappresentato dallo sbarco sul mercato della berlina di segmento ‘D’ Alfa Romeo Giulia che presto sarà seguita dal primo Suv nella storia del Biscione Alfa Romeo Stelvio.  Per il futuro del Biscione e più in generale di Fiat Chrysler mercati come quello degli Stati Uniti e la Cina diventano fondamentali.