FCA: indagini interne confermerebbero alterazioni vendite

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Arrivano cattive notizie dal mondo dei motori per quanto riguarda FCA. Il gruppo italo americano diretto dal numero uno l’amministratore delegato Sergio Marchionne, dopo un’attenta indagine interna avrebbe avuto conferma che le presunte alterazioni nei dati di vendita, denunciate nei mesi scorsi dagli Usa avrebbero un fondamento. L’indiscrezione proviene direttamente da “Automotive News”, l’indagine in questione sarebbe avvenuta già a metà del 2015 e avrebbe portato alla scoperta che molte vendite di FCA registrate negli Usa in realtà non troverebbero fondamento nella realtà delle cose. Sempre secondo la medesima fonte, Reid Bigland che all’epoca era il responsabile di FCA per gli Usa, non appena ha scoperto la pratica ha messo fine ad essa.

FCA sotto indagine dell’FBI

Secondo ‘Automotive news’ In totale le vendite inventate sarebbero state tra le 5 e le  mila unità e questo avrebbe contribuito a garantire a FCA un incremento delle vendite sul mercato che ormai va avanti a 75 mesi consecutivi. Ovviamente al momento dal gruppo diretto da Sergio Marchionne e presieduto da John Elkann non arriva alcuna conferma a queste indiscrezioni. Ricordiamo che di recente si è saputo che Sec e FBI indagano su Fiat Chrysler in seguito alla denuncia di un rivenditore di Chicago che ha portato in tribunale Fca con l’accusa di taroccare il numero delle vendite promettendo denaro ai rivenditori. Proprio da questa denuncia sarebbe partito tutto. Nelle scorse settimane gli uffici di FCA negli Usa e anche le abitazioni di alcuni dipendenti e dirigenti del gruppo sarebbero state poste a perquisizione, allo scopo di trovare prove.

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FCA: brutta faccenda quella delle irregolarità nei dati di vendita Usa

La difesa di Fiat Chrysler Automobiles

Ricordiamo che in occasione delle indagini dell’FBI che hanno riguardato Fiat Chrysler, anche in quel caso l’indiscrezione partì da ‘Automotive news’, FCA aveva confermato di aver prestato la propria collaborazione al fine di chiarire al più presto ogni dubbio relativo alle indagini in questione. Ricordiamo anche che sempre FCA aveva pure in quell’occasione specificato che l’azienda riporta i ricavi sulla base delle sue spedizioni a concessionari e non sulla base delle unità vendute ai clienti finali. Vedremo come la questione che negli Usa sta facendo molto scalpore nelle ultime settimane si evolverà. Segnaliamo infine che quando si è saputo delle indagini di FBI e Sec il titolo del gruppo italo americano dell’automobilismo in borsa è crollato. Oggi invece nonostante le nuove rivelazioni di Automotive news questo non è accaduto, infatti il titolo di Fiat Chrysler è stato perfettamente in linea con l’andamento generale della borsa.