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Fiat impacchetta le auto straniere dei suoi dipendenti.

Alla Fiat non sanno proprio più cosa fare per attirare l’attenzione, l’ultima trovata di quei simpaticoni della Fiat è stata quella di impacchettare le auto straniere dei propri dipendenti.fiat

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé. Questo era il pensiero di Oscar Wilde, e alla Fiat hanno preso alla lettera questo aforisma. Infatti nel’ufficio marketing della Fiat dovevano essere proprio a corto di idee (questo è quello che succede a mandare in pensione alcuni modelli), ed è per questo che hanno deciso di ricorrere a una sorta di  Guerrilla Marketing. Ovvero un tipo di marketing  non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

Nei giorni scorsi alcuni burloni che lavorano alla Fiat credendosi Christo, l’artista che impacchettava qualunque cosa, ha avuto la brillante idea di impacchettare  quelle decine di automobili parcheggiate nell’area riservata ai dipendenti della Fiat Mirafiori. . I legittimi proprietari, impiegati dell’azienda, all’uscita dal lavoro se le sono ritrovate nascoste sotto la coltre semitrasparente che ne celava parzialmente i marchi, ovviamente della concorrenza.

Che alla Fiat siano tutti impazziti? Non proprio, infatti per il nuovo gruppo Fiat Chrysler Automobiles è stata una mossa seria per sensibilizzare i propri dipendenti sulla questione. Hanno quindi deciso di usare una campagna di marketing non convenzionale per stimolarli ad acquistare delle auto nuove del gruppo tramite un’esclusiva promozione.

Le auto oltre ad essere impacchettate per bene da un telo in nylon da “imbianchino” sono state contrassegnate da un biglietto a forma di cuore infranto con su scritto: a “Vederti con un’altra ci ha spezzato il cuore… Ma nonostante ciò continuiamo a pensare a te”. Quella che sembra essere una disperata dichiarazione d’amore di un azienda nei confronti dei suoi dipendenti potrebbe essere vista come una dichiarazione disperata fatta da un’azienda disperata.

Naturalmente le polemiche sono subito spuntate come funghi i primi a condannare severamente l’azione sono stati i sindacati, però per quello che riguarda l’opinione pubblica le reazione sono molte più tranquille, in generale gli italiani hanno giudicato l’episodio come uno pesce d’aprile un po in ritardo.

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