Continua il periodo negativo di Maserati che, in attesa del debutto sul mercato del nuovo SUV Maserati Levante, svelato pochi giorni fa dalle prime foto ufficiali, farà ricorso nuovamente alla cassa integrazione straordinaria per gli stabilimenti di Modena. Dopo aver richiesto 4 giorni di cassa integrazione per il mese di febbraio per 304 addetti (250 in produzione e 54 tra gli impiegati amministrativi), l’azienda ha, infatti, avviato la procedura per una nuova sessione di cassa integrazione tra marzo e aprile. 

Questa volta, però, lo stop alla produzione sarà decisamente più significativo con 9 giorni di cassa integrazione tra il 21 marzo ed il 3 aprile. La procedura riguarda lo stesso numero di dipendenti, ugualmente divisi tra i reparti di produzione ed amministrazione. Il ricorso alla CI tra marzo e aprile è stato motivato da Maserati con la necessità di “allineare i volumi di vendita alla capacità produttiva“.

Di seguito vi riportiamo le dichiarazioni di Cesare Pizzolla, segretario Fiom/Cgil Modena in merito alla vicenda “Questa nuova procedura conferma tutte le preoccupazioni che da tempo la Fiom/Cgil solleva e che sono state al centro anche dell’incontro pubblico con istituzioni locali e parlamentari dello scorso primo febbraio. Non è più rinviabile un incontro unitario dove l’azienda chiarisca le prospettive produttive, convocando l’insieme delle organizzazioni sindacali”.

Ricordiamo che Maserati ha vissuto un 2015 davvero molto difficile con un totale di unità vendute pari a 32.474 ed un calo, rispetto ai risultati di vendita del 2014, pari a -11%. Tale flessione, come visto in più occasione, è legata in particolare al rallentamento delle vendite del brand in Cina e negli Stati Uniti. Il 2016 per Maserati è iniziato in modo molto positivo. Negli USA (mercato che copre il 40% delle vendite di Maserati) il marchio italiano ha registrato una crescita delle vendite del +16.5% a gennaio. Il futuro di Maserati è legato, come noto, a doppio filo al nuovo SUV Maserati Levate appena entrato in produzione nello stabilimento di Mirafiori. Il nuovo SUV di casa Maserati dovrà, infatti, raggiungere quota 20-25 mila unità prodotte all’anno. Ricordiamo che l’obiettivo di vendita di Maserati per il 2018 è di raggiungere quota 70 mila unità vendute all’anno.

Continuate, quindi, a seguirci con attenzione anche nel corso dei prossimi giorni per tutti gli aggiornamenti legati agli stabilimenti di FCA in Italia ed al ricorso alla cassa integrazione nel sito produttivo di Maserati di Modena.

  • gil.upnatistim

    Fiom ma qualcuno vi ha mai detto che le macchine oltre che costruirle bisogna venderle? Quindi se c’e ammortizzatore sociale cosa altro si dovrebbe fare? Se non fosse stato per Marchionne non sarebbe esistita piu nemmeno la fabbrica. E siete qui a gufare sempre. Ma andate un po ……… Pero ad Atessa vi lamentate che si lavora troppo… Ma non rompete i cocomeri.

    • umberto

      concordo in pieno, invece che continuare a rompere ci mettessero i loro soldi ( e ne hanno tanti) e poi potrebbero parlare…..vogliono conoscere le prospettive produttive, diventino soci.

  • don vito

    Forza Maserati…